Ce.S.Te.P.

 

L’Abuso

Abusare di alcolici non significa necessariamente assumerne grandi quantità. Anche quantità che fino a qualche tempo prima non creavano problemi, da un certo punto in poi possono diventare pericolose a causa delle problematiche fisiche che arrivano con l’invecchiamento.

In questo caso parliamo di Abuso, che diventa sinonimo di Bere Problematico, Alcolismo o Alcolopatia, e riserviamo al termine di Alcodipendenza quelle modalità che presentano compulsione, impossibilità di smettere, sindrome di astinenza (secondo i criteri del DSM).

Per Bere “normale” o “sociale” intendiamo invece una modalità di bere assolutamente senza problemi.

Purtroppo un certo numero di anziani non consuma alcolici entro i limiti di sicurezza e si trova quindi in condizioni di rischio.

Una statistica dell’ ISTISAN (Istituto Superiore di Sanità), fatta nel 2010 ha mostrato che gli anziani “giovani” (65-74 anni) che avevano comportamenti a rischio erano circa 1.900.000.

Nella fascia di “anziani vecchi” (ultra 85enni) il numero ovviamente era minore ma si aggirava pur sempre intorno alle 188.000 persone a rischio.

In entrambi i gruppi di età c’era una prevalenza della popolazione maschile su quella femminile.

La bevanda alcolica più consumata era il vino, seguito da amari, birra e, in percentuale molto minore, superalcolici.

Inizio dell’Abuso

Il periodo di esordio del bere problematico ci permette di distinguere fra gli anziani due categorie di bevitori:

  1. Alcolisti precoci (Early-onset drinkers). Persone che hanno iniziato a bere in età giovanile o adulta e che hanno poi mantenuto le modalità disfunzionali anche nella tarda età. In questa categoria sono compresi anche soggetti con problemi di Dipendenza alcolica.
  2. Alcolisti tardivi (Late-onset drinkers). Persone che hanno invece iniziato a bere in modo problematico solo in età avanzata. In questa fascia di bevitori è facile trovare situazioni psico-sociali difficili o traumatiche, che hanno favorito il primo contatto con l’alcol, usato spesso come via di fuga o di conforto per far fronte a problemi della vita.

 

Conseguenze dell’Abuso alcolico nell’anziano

A causa della diminuita capacità di metabolizzare l’alcol da parte dell’organismo dell’anziano, gli effetti tossici aumentano notevolmente e si verificano conseguenze patologiche a vari livelli (fisico, psichico e sociale).

Patologie organiche

  1. Malattie epatiche e gastroenterologiche
  2. Tumori
  3. Patologie cardiovascolari (ipertensione, miocardiopatia, aritmie)
  4. Diabete
  5. Atrofie cerebrali e polineuropatie
  6. Crisi convulsive
  7. Malassorbimento
  8. Traumi e fratture (aumentano i rischi di cadute)
  9. Interazione con farmaci frequentemente assunti dall’anziano per varie patologie concomitanti
  10. Invecchiamento accelerato o prematuro

Patologie psichiatriche

  1. Decadimento psichico
  2. Deficit cognitivi (pensiero astratto, apprendimento, memoria a breve termine, percezione visiva)
  3. Psicosi con allucinazioni e deliri
  4. Depressione, stati d’ansia

Difficoltà nell’area sociale

  1. Isolamento sociale e affettivo
  2. Perdita di interessi e di occasioni di socializzazione
  3. Diminuzione dell’autostima
  4. Scarsa cura di sé
  5. Drammatica caduta della qualità della vita