Entender las psicosis.

Hacia un enfoque integrador

Jorge L. Tizòn

Herder Editorial, Barcelona, 2013.
Pag 438,   € 29,80

Forse l’unico neo di questo libro è quello di non essere tradotto in italiano. Il rimpianto è dovuto al fatto che è un lavoro che nasce per mettersi al servizio di quanti hanno familiari o amici che soffrono di Psicosi e di Schizofrenia e che devono affrontare le tante difficoltà legate non solo alla malattia, ma anche alle ripercussioni sociali e affettive che la malattia porta con sé.

L’autore tratta l’argomento con la perizia e l’esperienza che derivano dal suo pluriennale impegno nel campo, sia in ambito clinico che in quello della ricerca mettendolo a disposizione, in questo caso, anche ad un pubblico di “non tecnici”.

Già nell’introduzione possiamo renderci conto delle finalità del libro: “…Psicosi, Schizofrenia, pazzia: parole fatidiche. Per secoli uomini e donne hanno tremato soltanto a sentirle pronunciare e hanno dovuto lottare in tutte le culture per evitare che questi termini venissero cuciti addosso a loro stessi o ai loro familiari”.

Spesso il peso delle cure e del rapporto con chi soffre di questi disturbi è a carico delle famiglie “che restano disorientate, confuse e depresse per i comportamenti del familiare che soffre di una psicosi”. “… Poche situazioni sociali o mediche creano, come questa,  tanta sofferenza nel gruppo microsociale (la famiglia) o nell’intera società”. “…. Si tende spesso a dimenticare che i familiari soffrono insieme ai loro congiunti ammalati e che spesso si deteriorano insieme a loro. La stessa salute dei familiari ne risente, si ammalano con frequenza maggiore, perdono o mettono a rischio il lavoro, la loro creatività, le loro capacità di rapporto, tendono a isolarsi, a vergognarsi, a deprimersi”.

Di qui “…il peso di significati di sconforto, stranezza, pericolo, colpa, degenerazione, malattia incurabile, influsso demoniaco. Dire a qualcuno “sei matto” significa squalificarlo globalmente e sotto ogni punto di vista”. “… è ciò che chiamiamo stigma…”. E sappiamo bene come lo stigma non colpisce solo il soggetto, ma anche i suoi familiari rendendo la loro vita ancora più difficile e piena di un’ulteriore evitabile sofferenza.

Sono queste le  premesse più rilevanti da cui parte il libro, che si propone di dare un contributo per ridurre  sofferenze inutili e per rendere gestibili le difficoltà che già sono insite nel disturbo.


Jorge L. Tizòn - Psichiatra, Psicoanalista

Questo è il primo di due libri dedicati al tema (il secondo è prossimo all’uscita) e parte da un’accurata descrizione “tecnica” del problema, per poi sottolineare gli aspetti fondamentali dei vissuti di chi è “dentro” a queste difficoltà. Ampia attenzione viene riservata ai  vissuti dei familiari, ai quali vengono fornite indicazioni e suggerimenti per poter meglio gestire il loro rapporto sia con il loro congiunto che con l’ambiente circostante.

I dati tecnici non mancano e sono anche   molto esaurienti e aggiornati, ma c’è anche, e soprattutto, una visione ampia  che abbraccia l’intero ambito sociale, per auspicare un atteggiamento di presa in  cura di questi ammalati e dei loro familiari da parte dell’intera comunità, “in forma più umana, più personalizzata  e, allo stesso tempo, in forma più efficiente che porterebbe vantaggi per tutti, sia in termini economici che in termini di  riduzione delle sofferenze”.

E’ quindi un libro diretto a una vasta gamma di lettori. In primo luogo a coloro che portano il pesante fardello sulle loro spalle, ma anche a chi vuole approfondire i concetti di una malattia di cui si sente sempre parlare in modo sfuggente. Infine, il libro può essere utile anche ai “tecnici” che possono usarlo per dialogare con l’autore sulle ripercussioni  derivanti da un più ampio approccio basato  su aspetti sociali e solidali oltre che su quelli medico-psicologici.

Michele G. Sforza