S.M.D.C.A.
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3 |
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3.1 |
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3.2 |
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3.3 |
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3.4 |
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4 |
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4.1 |
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4.2 |
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5 |
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5.1 |
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5.2 |
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5.3 |
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5.4 |
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6 |
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6.1 |
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6.1.1 |
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6.1.2 |
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Le aree di interesse sono le seguenti:
- ANORESSIA NERVOSA
- BULIMIA NERVOSA
- DISTURBI DELL'ALIMENTAZIONE NON ALTRIMENTI SPECIFICATI tra i quali il B.E.D (Binge Eating Disorder) ovvero DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA
- OBESITÀ
I
disturbi del comportamento alimentare sono osservati da un'ottica multidimensionale,
caratterizzata da fattori predisponenti (culturali, individuali, familiari,
psicologici e biologici), fattori precipitanti e fattori perpetuanti che
tendono a favorire il mantenimento e la cronicizzazione del disturbo (i
cosiddetti rinforzi positivi e negativi).
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Il
Body Mass Index, o indice di massa corporea,
è il risultato del peso (in Kg.) diviso per il quadrato dell'altezza
(in m. quadrati). Se il BMI è <18,5 un soggetto è
sottopeso; se è tra 18,5 e 24,9 è normopeso;
se è tra 25 e 29,9 è in sovrappeso; se
infine è >30 è obeso.
Oscillazioni di peso (fino a 3 Kg.) sono considerate fisiologiche. Il
range di peso accettabile non dovrebbe mai essere inferiore ad un BMI
di 18,5. Al di sotto di questo valore compaiono i sintomi da digiuno.
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Lo
studio sugli effetti del digiuno di Keys (esperimento del Minnesota) dimostra
come l'essere umano si preoccupi maggiormente del cibo in mancanza di
esso e come le altre funzioni importanti per la sopravvivenza della specie
(ad esempio il funzionamento sociale e sessuale) diventino subordinate
alla ricerca primaria del cibo.
Gli individui esposti ad una continua restrizione calorica ed alla perdita
di peso possono sperimentare sintomi quali depressione, ansia, ossessività,
irritabilità, labilità dell'umore, sensazione di inadeguatezza,
affaticamento, preoccupazione per il cibo, scarsa concentrazione, isolamento
sociale e forte spinta ad abbuffarsi.
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E' una complessa patologia caratterizzata da:
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severa perdita di peso |
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paura di ingrassare |
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preoccupazione estrema per il peso e le forme del corpo |
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amenorrea. |
Attualmente
si riconoscono due sottotipi di Anoressia Nervosa:
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Anoressia Nervosa con restrizioni |
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Anoressia Nervosa con abbuffate / condotte di eliminazione. |
In
questa malattia, oltre ai sintomi da digiuno, si evidenziano gravi modificazioni
fisiche, cognitive, emotive e sociali accompagnate ad un patologico atteggiamento
nei confronti del cibo. Nel 90-95% dei casi vengono colpite le donne (0.28%
di tutte le giovani donne), con esordio tra i 12 e i 25 anni. Il quoziente
di intelligenza è normale. Il BMI è inferiore
a 17,5. E' un disturbo frequente nel mondo della moda e della danza.
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Questa
patologia è caratterizzata da:
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abbuffate ricorrenti |
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comportamenti di compenso |
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frequenza dei due punti precedenti: almeno due volte alla settimana, per tre mesi |
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preoccupazione estrema per il peso e le forme del corpo |
Sono
presenti due sottotipi, in base ai comportamenti di compenso:
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con Condotte di Eliminazione (vomito provocato, purganti, diuretici, ecc.) |
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senza Condotte di Eliminazione (digiuno, iperattività). |
Le
persone che hanno questo disturbo vivono costantemente emozioni negative,
presentano perfezionismo e pensiero "tutto o nulla" cioè
o si pongono degli standard molto elevati e sono profondamente insoddisfatte
quando non riescono a raggiungerli o non riescono a rispettare le proprie
rigide regole dietetiche e si lasciano andare al comportamento bulimico:
"ormai ho trasgredito la mia dieta, tanto vale che mi abbuffi";
hanno un'alterazione della percezione della fame e della sazietà.
Colpisce l'1% di tutte le giovani donne, con esordio tra i 12 e i 25 anni.
Gli uomini sono colpiti raramente. Il BMI è normale, raramente
in lieve sottopeso o lieve sovrappeso. Rarissimamente chi soffre di Bulimia
Nervosa ha un grande sovrappeso.
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E' caratterizzato da:
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episodi ricorrenti di Alimentazione Incontrollata (abbuffate), associati ad altri sintomi correlati |
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è presente un marcato disagio causato dal mancato controllo sull'alimentazione |
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le crisi compaiono con una frequenza di almeno due giorni alla settimana per sei mesi |
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non vi sono comportamenti compensatori. |
A
differenza della Bulimia Nervosa, in cui le pazienti sono generalmente
normopeso, i soggetti B.E.D. si rivolgono a centri specializzati
per
la cura dell'obesità e non dei disturbi del comportamento alimentare.
Colpisce il 30% circa dei pazienti obesi che richiedono un trattamento
dimagrante. Sono colpite più le donne degli uomini (rapporto 3:2).
Vi è una elevata familiarità per l'obesità
e frequente comorbilità psichiatrica (soprattutto
per la depressione maggiore).
I soggetti con questo disturbo, rispetto ai soggetti in sovrappeso od
obesi senza questo disturbo, mostrano un'alimentazione caotica con un
elevato introito di cibo sia ai pasti che fuori pasto.
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Si
parla di obesità tutte le volte che il BMI (Indice
di Massa Corporea, cioè il rapporto tra peso in Kg. e
il quadrato dell'altezza in metri) è >30. Un indice >30 o
>35 o >40 definisce il livello di gravità dell'obesità.
Il peso corporeo è un'entità che non si può modificare
a piacere ma, come la statura, il colore dei capelli e degli occhi, è
fortemente influenzato da fattori genetici oltre che ambientali e psicologici.
E' variabile da individuo ad individuo ed è per questo che definiamo
"peso ragionevole" quel peso al di sotto del
quale la perdita avviene con grande difficoltà. Il "peso ragionevole"
è quel peso che può essere ragionevolmente raggiunto e mantenuto
e che permette buone condizioni di salute fisiche, psicologiche e sociali.
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Le
cure sono complesse. Una terapia ambulatoriale è
possibile solo per le persone che rispondono ai seguenti requisiti:
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perdita di peso corporeo non estrema |
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breve durata della malattia |
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assenza di serie complicazioni mediche |
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motivazione al cambiamento |
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inserimento in un ambiente familiare funzionante. |
Si
può tentare un breve trattamento ambulatoriale anche se i requisiti
su esposti non sussistono. Se entro qualche mese non ci sono miglioramenti,
è meglio ricorrere ad un ricovero per evitare la cronicizzazione
della malattia.
Le indicazioni per il ricovero in un centro specializzato
sono:
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grave ed inarrestabile perdita di peso (per es. un BMI inferiore a 15 o una perdita di 1,5-2,5 Kg. alla settimana per circa un mese) |
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ipopotassiemia |
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problemi psicologici e comportamentali non trattabili a domicilio |
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scarsa risposta al trattamento ambulatoriale |
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necessità di separare la persona affetta da Anoressia Nervosa (o anche da Bulimia Nervosa) dalla famiglia. Spesso le famiglie hanno esaurito ogni risorsa, da un punto di vista psicologico, ed esprimono rabbia ed ostilità verso la figlia ammalata. Altre volte esistono conflitti tra i membri del gruppo familiare sul comportamento da tenere nei confronti del disturbo. L'allontanamento della ragazza dalla famiglia consente di affrontare i problemi in un ambiente più sereno. |
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Un
trattamento ambulatoriale è più facilmente
praticabile nella Bulimia Nervosa rispetto all'Anoressia Nervosa.
Si rende tuttavia necessario un ricovero quando è
evidente:
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una grave depressione non gestibile ambulatorialmente |
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presenza di pensieri suicidari |
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complicanze mediche |
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fallimento di più di un valido trattamento ambulatoriale |
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ambiente familiare disturbato. |
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L'équipe
multidisciplinare, con più figure professionali che collaborano
tra loro, è composta da:
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una segretaria |
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vari medici (internista, psichiatra, nutrizionista); se necessario, vengono consultati medici specialisti di tutte le branche della medicina |
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una psicologa, psicoterapeuta |
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psicoterapeuti di gruppo e della famiglia |
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infermieri professionali |
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fisioterapisti |
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un musicoterapeuta |
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terapisti occupazionali. |
Il
programma di riabilitazione intensiva per i Disturbi del Comportamento
Alimentare avviene attraverso il ricovero, con il fine di interrompere
i fattori di sviluppo e di mantenimento del disturbo. Il trattamento affronta
sia gli aspetti fisici che psico-sociali del disturbo. Il programma
terapeutico segue due vie: la prima affronta i problemi riguardanti
l'alimentazione, le abbuffate, i mezzi di compenso ed il peso corporeo;
la seconda affronta i temi psicologici come il concetto di sé,
l'autocontrollo, il perfezionismo, le relazioni interpersonali e familiari
problematiche.
Quasi tutte le pazienti preferiscono iniziare dalla seconda via, ma, poiché
la denutrizione rende impossibile un normale funzionamento psicologico,
è indispensabile fare progressi anche sull'alimentazione e sul
peso.
Per iniziare il programma è necessario essere motivati a cambiare.
Questa motivazione può arrivare per gradi attraverso fasi successive.
Persone affette da Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa possono trovarsi
in fasi diverse quando la motivazione è ancora insufficiente. In
questo caso, prima di procedere al ricovero, è bene proseguire
un lavoro sulla motivazione in ambito ambulatoriale.
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La
fase ospedaliera ha l'obiettivo di attaccare i principali fattori psicologici
e comportamentali di sviluppo e mantenimento dei disturbi del comportamento
alimentare: scarso concetto di sé, relazioni interpersonali
deficitarie, preoccupazione eccessiva per il peso e l'aspetto fisico,
dieta ferrea e comportamenti di compenso. Il programma prevede:
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accoglimento |
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inquadramento diagnostico (medico-internistico; psicologico-psichiatrico) |
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riabilitazione nutrizionale |
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incontri individuali con lo psichiatra |
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psicoterapia individuale con la psicoterapeuta |
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psicoterapia di gruppo |
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psicoterapia della famiglia |
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gruppi psicoeducazionali, di educazione sessuale, di immagine corporea |
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fisioterapia |
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musicoterapia. |
L'accoglimento
viene fatto dallo psichiatra che illustra l'organizzazione del programma
con le relative regole. Organizza gli accertamenti diagnostici più
immediati:
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esami ematochimici |
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RX torace, T.A.C. encefalo o R.M.N. |
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EEG, EMG, PEV, PEA, PSS |
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ecografia dell'addome e della pelvi |
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mineralometria ossea computerizzata |
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visita internistica + ECG (eventualmente Eco-Cardio e Doppler), E.G.D.S. |
Eventuali
ulteriori accertamenti diagnostici più approfonditi verranno fatti
su richiesta dei vari specialisti consultati.
L'incontro individuale con lo psichiatra e la somministrazione di test
consentirà un accurato inquadramento diagnostico dal punto di vista
psichiatrico. La riabilitazione nutrizionale è di importanza fondamentale.
Chi soffre di problemi alimentari incontra due difficoltà quando
cerca di regolarizzare la sua alimentazione:
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non riesce a distinguere la fame dalla sazietà |
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ha dei pensieri problematici nei confronti del cibo, del peso, dell'aspetto fisico, che lo inducono a mantenere una dieta ferrea. |
Questi
due problemi non possono essere superati finché si è sottopeso.
Per fare ciò è necessario "mangiare meccanicamente".
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Mangiare
in modo meccanico significa considerare l'alimentazione come una "medicina",
che va assunta indipendentemente dai propri pensieri e dalle proprie sensazioni
corporee. Questo nuovo modo di mangiare "non anoressico e
non bulimico" va seguito sino a che l'alimentazione potrà
essere nuovamente regolata dai segnali interni di fame e sazietà.
L'alimentazione meccanica presenta i seguenti vantaggi:
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riduce i pensieri problematici nei confronti del cibo |
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evita di perdere il controllo sul peso e di diventare grasse |
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riduce il rischio di abbuffarsi |
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aiuta a recuperare i segnali biologici di fame e sazietà |
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minimizza il senso di virtù associato al non mangiare |
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riduce l'ansia nei confronti del cibo |
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riduce i sensi di colpa per aver mangiato. |
Per
i primi mesi, sino a che non è stato raggiunto un BMI superiore
a 18.5, l'alimentazione meccanica è assistita; successivamente
è semi-assistita ed infine è responsabile. L'obiettivo è
il "peso naturale", cioè il livello
ponderale che può essere mantenuto senza restringere l'alimentazione;
tale peso consente la ripresa del normale funzionamento ormonale e delle
mestruazioni. Per curare l'Anoressia Nervosa e la Bulimia Nervosa e risolvere
i problemi psicologici che mantengono questi disturbi, il raggiungimento
del "peso naturale" è indispensabile.
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La
fase ospedaliera ha durata variabile (da 1 a 3 mesi). A questa fa seguito
una fase di Day-Hospital, che ha lo scopo di consentire un passaggio graduale
alla terapia ambulatoriale ed è quindi strutturata come momento
di transizione tra la situazione protetta della casa di cura e l'inserimento
nell'ambiente esterno. La durata di questa fase è molto variabile,
dipende anche dalla durata della fase precedente e non è mai inferiore
ai due mesi. Nella terza fase, per ogni paziente, viene stabilito un progetto
terapeutico ambulatoriale personalizzato.
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E'
la fase più lunga ed importante. Ha una durata di anni. La terapia
è focalizzata sulle problematiche psicologiche della malattia,
essendosi risolte le complicanze legate alla denutrizione (in primo luogo
la "sindrome da digiuno").
Il programma prevede la psicoterapia individuale e di gruppo e controlli
medici periodici (anche per una eventuale psicofarmacoterapia).
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La
maggior parte delle persone che hanno cercato di perdere peso, dopo una
iniziale diminuzione, sono andate incontro ad un arresto della stessa
ed al successivo recupero totale del peso perduto. Tale recupero non è
dovuto alla "scarsa forza di volontà" o "golosità"
dell'individuo ma a complicati meccanismi biologici e psicologici. Il
"peso ragionevole" di un soggetto è il peso al di sotto
del quale ogni ulteriore decremento avviene con difficoltà.
Il programma di cura si divide in due fasi: ospedaliera ed ambulatoriale
e ha l'obiettivo di aiutare tutte le persone a raggiungere e mantenere
il loro "peso ragionevole".
Il trattamento è multidisciplinare ed è condotto da un'équipe
composta da varie figure professionali (come avviene nel trattamento della
Anoressia Nervosa e della Bulimia Nervosa - vedi § 5
- Il programma terapeutico ). Viene lasciato ampio spazio agli aspetti
educativi ed informativi riguardanti l'obesità ed il controllo
alimentare.
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Nella
fase ospedaliera, della durata di tre settimane, viene fatto un inquadramento
diagnostico con valutazione medica, psicosociale, comportamentale.
Il trattamento riabilitativo ha l'obiettivo di raggiungere e mantenere
nel tempo una perdita di peso del 10% (concetto di "peso ragionevole")
e ridurre l'importanza attribuita al peso ed alle forme corporee per giudicare
se stessi. Vari studi hanno infatti dimostrato che non è possibile
mantenere nel tempo una perdita di peso superiore al 10%, mentre tale
perdita è sufficiente a ridurre significativamente il rischio di
complicanze mediche legate all'eccesso ponderale.
Durante il ricovero è da aspettarsi un decremento ponderale del
5%, mentre l'obiettivo della perdita del 10% può essere raggiunto
dopo il ricovero in un periodo variabile da 3 a 6 mesi.
Il programma ha 3 aree di intervento:
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terapia dietetica |
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attività fisica |
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terapia cognitivo-comportamentale dell'obesità. |
Si
utilizzano le seguenti attività terapeutiche:
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terapia dietetica |
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attività fisica programmata |
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incontri psicoeducazionali di gruppo |
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gruppi con i familiari |
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psicoterapia di gruppo |
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psicoterapia individuale |
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fisioterapia |
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musicoterapia |
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cure mediche |
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assistenza infermieristica. |
Dopo
la dimissione il trattamento continua ambulatorialmente. L'obesità
è una condizione cronica che può essere curata ma non guarita.
I risultati si mantengono buoni solo se si prosegue il contatto con il
terapeuta nel lungo termine.
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