Il gioco d'azzardo patologico, come tutte le dipendenze, è una malattia cronica, che abbisogna pertanto di un intervento terapeutico strutturato.

L'obiettivo della cura deve essere prima di tutto l'astinenza dal comportamento e successivamente il raggiungimento di una condizione di "sobrietà" cioè un cambiamento dello stile di vita che permetta di essere più forti verso le sempre possibili ricadute.

Jan Steen - Rissa di giocatori di carte

Nessuno si reca dal medico se non ha un valido motivo per farlo. E' esperienza comune che solamente quando il mal di denti si fa insopportabile ci si convince di prendere un appuntamento dal dentista. La tendenza di una persona dipendente è quella di negare o minimizzare il problema e credere che "se solo volessi, potrei smettere... domani...". Il primo compito dello specialista deve essere allora quello di aumentare il livello di motivazione alla terapia con una serie di colloqui motivazionali. 
Il passo successivo deve essere la stipula di un contratto terapeutico tra il paziente, la famiglia e il terapeuta, che comprende un eventuale ricovero, la strutturazione del programma terapeutico (colloqui individuali, gruppi psicoterapeutici e psicoeducazionali, terapia psicofarmacologica, gruppi per i familiari ecc.) e la pianificazione del rientro dai debiti, con eventuale assistenza legale.
 La famiglia deve essere sempre aiutata ad imparare a conoscere questa particolare malattia e deve essere coinvolta nella gestione terapeutica del paziente.