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Programma Terapeutico: S.M.A. Servizio Multidisciplinare di Alcologia |
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L'Alcoldipendenza
o Alcolismo è un fenomeno che si verifica in una
percentuale di consumatori di alcolici ed è caratterizzata dall'impossibilità
di smettere l'uso di alcol, nonostante la persona si renda conto che quella
sostanza (alcol etilico) le fa male e che quindi voglia smettere di assumerla.
In altre parole, quella persona si trova ad essere schiava dell'alcol
e a non poterlo più controllare.
Possiamo fare diagnosi di dipendenza alcolica se ci troviamo in presenza
di almeno tre o più delle seguenti caratteristiche:
1. Bisogno di dosi sempre più elevate di alcol per raggiungere l'effetto desiderato (aumento della tolleranza o assuefazione).
2. Comparsa di malessere (fisico e/o psichico) se la persona non beve (sindrome di astinenza).
3. Impossibilità di controllarsi nel bere.
4. Desiderio persistente della sostanza e impossibilità di ridurne l'uso.
5. Continua ricerca della sostanza fino ad arrivare al punto che gran parte del suo tempo viene speso in questa ricerca o per riprendersi dagli effetti dell'intossicazione.
6. Interruzione di attività lavorative, ricreative, contatti sociali, a causa dell'uso della sostanza.
7.
Persistere nell'uso della sostanza nonostante la consapevolezza delle
conseguenze negative (fisiche, psichiche, sociali).
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L'alcolismo si sviluppa progressivamente in un periodo di tempo più o meno lungo (di solito anni) e comporta una serie di conseguenze a livello fisico, psichico e sociale. I danni possono colpire qualunque persona, di ogni età sesso e ceto sociale e possono colpire vari settori della vita di una persona. Possiamo parlare infatti di:
| Danni fisici | epatici, neurologici, cardiaci, sessuali ecc. |
| Danni psichici | ansia, depressione, psicosi, disturbi di personalità ecc. |
| Danni sociali | perdita di lavoro, divorzi, violenza sui minori, incidenti stradali, infortuni sul lavoro ecc. |
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Fino
a non molti anni fa si pensava che l'alcolismo fosse un vizio, cioè
un comportamento volontario negativo e quindi moralmente riprovevole.
Negli ultimi anni invece è apparso sempre più evidente,
in seguito al progresso delle conoscenze scientifiche sull'argomento,
che la dipendenza da alcol è dovuta non tanto alla mancanza di
volontà del soggetto, ma ad una serie di fattori che possiamo raggruppare
in:
| fisici | genetici, metabolici, neurologici |
| psichici | disturbi psichici di varia natura che provocano sofferenza e facilitano la ricerca dell'alcol come conforto |
| sociali | cultura del bere, pressione sociale, abitudini e stile di vita. |
Ciascuno
di questi fattori, da solo, non è in grado di creare disturbo e
quindi, perché il problema si manifesti, è necessario che
siano contemporaneamente presenti più fattori come condizione predisponente
e che sopravvenga una causa occasionale scatenante. Una volta che il disturbo
è apparso, il suo mantenimento sarà reso possibile da altri
fattori, cosiddetti perpetuanti, vale a dire da fattori che contribuiscono
a far continuare il legame del soggetto con l'alcol.
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In
base alle nuove conoscenze, sappiamo che il soggetto dipendente da alcol
non ha più il controllo volontario sulla sostanza. I suoi comportamenti
sono dettati da meccanismi che scattano automaticamente e lo rendono schiavo
impedendogli di staccarsi dalla sostanza, anche quando lui stesso si rende
conto che è indispensabile farlo. E' per questo motivo che attualmente
gli studiosi considerano l'alcolismo una malattia e non più un
vizio.
Nel
vizio è il soggetto che controlla l'alcol, nella malattia è
l'alcol che controlla il soggetto.
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Un
tempo l'alcolismo, essendo considerato un vizio, veniva solo biasimato
e condannato. Ora che è apparso chiaro che si tratta di una malattia,
viene affrontato come tutte le altre malattie, cioè con la ricerca
di rimedi efficaci per risolvere i tanti danni che provoca sia all'individuo
che all'intera società.
Negli ultimi anni sono stati sviluppati molti programmi terapeutici che
si sono sempre più affinati, permettendoci di vedere risultati
concreti che un tempo erano impensabili. E questi risultati costituiscono
una realtà per tante persone che riescono a trarne beneficio e
una fonte di speranza e di incoraggiamento per quanti sono ancora in preda
alla dipendenza, ma che vogliono venirne fuori.
Possiamo quindi affermare senza dubbio che l'alcolismo si può curare,
anche se questo non significa che sia facile farlo. Questa malattia è
caratterizzata infatti dal rischio costante di ricaduta, per cui non basta
smettere di bere, ma è fondamentale non ricominciare a farlo. Smettere
può non essere difficile, ma continuare a restare in sobrietà
non è altrettanto facile.
Perché una persona possa curarsi è indispensabile che abbia
la spinta giusta a farlo, che sia cioè motivata correttamente.
La motivazione scatta quando una persona si rende conto che l'alcol costituisce
un problema e che non riesce a risolverlo da sola. Constata che la sua
vita viene pesantemente condizionata da quella dipendenza e che i problemi
che ne derivano gettano la persona stessa e chi le vive accanto in un
vero e proprio inferno. Arriva un momento in cui non è possibile
andare avanti a vivere in quel modo. Questo è il momento giusto
per smettere. Per alcuni, purtroppo, questa consapevolezza non si verifica
o arriva troppo tardi, quando i danni sono ormai irreversibili.
Spesso la persona può tentare da sola di smettere ma, se non ci
riesce, non deve demoralizzarsi, perché questa malattia è
una "piovra" soffocante che lo sovrasta; allora è necessario
chiedere aiuto ad esperti che possano fornirle tutto l'appoggio e le conoscenze
per uscire dal problema.
Dr.
Michele G. Sforza
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Ultimo aggiornamento: 16/01/2004
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