La culla delle parole in psicoanalisi

Terapia, formazione, individuo, gruppo

Salvatore Sapienza, Claudio Di Lello

Edizioni Magi, 2014
Pag 184,  € 18,00

La Culla delle parole in psicoanalisi è un libro attraversato dal convincimento profondo che la pratica psicoanalitica, per essere davvero cura con le parole, debba essere anche cura delle parole.

Come dire che la freudiana “talking cure” non può che essere anche “talking care”, e che la verbalizzazione si configura non soltanto come il mezzo ma anche, al tempo stesso, come il fine della terapia.

L’opera nasce dalla passione, reciprocamente ispirata, di Claudio Di Lello e Salvatore Sapienza, didatti dell’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo (I.I.P.G.), associazione erede dei centri “Il Pollaiolo” che negli anni Sessanta e Settanta, sotto la spinta appassionata di Francesco Corrao, diffusero e sperimentarono il pensiero innovatore di Wilfred Bion in Italia.

Suddiviso in una prima parte, multidisciplinare e speculativa, e in una seconda, più clinica, il suo dichiarato intento è quello di sistematizzare, a beneficio di ogni genere di fruitore interessato alla teoria e alla pratica della psicoterapia o della formazione individuale e di gruppo, aspetti propri della cultura psicoanalitica di matrice bioniana.

Già Freud sosteneva che il mezzo con cui la psicoanalisi agisce “in primo luogo e direttamente sulla psiche umana […] è costituito anzitutto dalla parola, e le parole sono anche strumento fondamentale del trattamento psichico. Certo, difficilmente il profano potrà comprendere come le "sole" parole del medico possano rimuovere disturbi patologici somatici e psichici. Penserà che gli si chieda di credere nella magia. E non ha tutti i torti; le parole dei nostri discorsi di tutti i giorni sono solo magia attenuata.”

Scorrendo le pagine del libro queste affermazioni sembrano rinnovarsi e arricchirsi di nuovi pensieri, accompagnando il lettore in una  ariosa rivisitazione della magìa terapeutica, della potenza espressiva, dell’inesauribile e irriducibile spinta simbolica, dell’intrinseco valore della verbalizzazione.

Il messaggio degli autori è che un autentico cammino analitico, nel momento stesso in cui si muove in direzione della meta, richiede di fermarsi ad ogni passo presso i germogli verbali incontrati per via, di prendersene cura sostando per dirla con Bion senza memoria e senza desiderio, di chinarsi emozionati su di loro e di risuonare con la loro primigenia spinta vitale.

Ogni vocabolo è infatti un’intera narrazione, rappresenta non una cosa in se stessa, ma l’origine o il risultato di un’azione, ha una matrice polifonica e molteplice, poggia su una trama composta da un insieme dinamico e complesso di elementi.

Solo rispettando questa sua natura, ci dicono Di Lello e Sapienza, “la parola (lat. parăbola) può essere davvero e letteralmente parabola, ovvero può raccontare una storia, tracciare una direzione, indicare un  senso.”

Gli autori:

Claudio Di Lello

Psichiatra presso l’Ospedale «San Carlo Borromeo» di Milano. Membro ordinario con funzioni di training dell'Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo (IIPG) e docente presso la sua Scuola di formazione in Psicoterapia. Membro candidato della Società Psicoanalitica Italiana (SPI). Autore di numerose pubblicazioni su temi di psicoanalisi individuale e gruppale, di psichiatria psicodinamica e di psicoanalisi applicata alle organizzazione sociali e lavorative.

Salvatore Sapienza

Psicologo presso l’Ospedale “Cannizzaro” di Catania. Membro ordinario con funzioni training dell'Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo (IIPG) e docente presso la sua Scuola di Specializzazione in Psicoterapia. Professore a contratto di Psicologia del Lavoro, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Catania. Docente presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della Società Italiana Psicoterapia Psicoanalitica (SIPP). Autore di libri e pubblicazioni scientifiche sulle tematiche di psicologia e sport, psicoterapia e AIDS, psicoanalisi individuale e di gruppo.