Uno dei momenti chiave nel percorso che conduce alla cura è quello di affrontare apertamente con l’interessato l’argomento alcol, perché un problema nascosto (negato) non può essere affrontato.

Nell’affrontare l’argomento, il discorso deve essere chiaro, sereno, senza accuse di nessun tipo (cosa che metterebbe l'altro in difesa), pacato e realistico (“non possiamo andare avanti in questo modo, sia per te che per tutti noi, dobbiamo trovare una soluzione che ci faccia star bene tutti”). Bisogna fare questo discorso quando si è pronti, cioè quando si sente di poter controllare sufficientemente le proprie emozioni penose, sapendo che si dovranno affrontare molte difficoltà (il malato negherà, tenterà di gettare la colpa addosso agli altri, minimizzerà, sarà arrogante, provocatorio per innescare una reazione di rabbia o rifiuto dei familiari e quindi sentirsi autorizzato nel suo comportamento). Non bisogna cadere in queste trappole relazionali.

Il discorso va affrontato solo quando si è sicuri di riuscire a fargli capire che non lo si considera cattivo o in malafede ma alle prese con qualcosa di più forte di lui che sta distruggendo la sua vita e quella dei suoi cari. E' indispensabile che questo discorso avvenga quando l’alcolista non è sotto l'effetto dell'alcol altrimenti sarebbe l'alcol a parlare e non lui. E' quindi bene scegliere il momento della giornata in cui è più facile trovarlo lucido (es. al mattino, quando ancora non ha iniziato a bere).

Bisogna cercare di di mettere in rilievo, senza accuse, le cose negative che sono avvenute durante un momento della sua alterazione e che vi hanno fatto soffrire. Bisogna quindi fargli sapere cosa avete provato in quelle situazioni.

Sarebbe utile che il discorso fatto all’alcolista fosse fatto, laddove possibile, non da una sola persona ma alla presenza di più persone che abbiano lo stesso atteggiamento (amici cari, figli adulti, altri parenti autorevoli, medico di famiglia). Costituire una squadra compatta, tranquilla, non una giuria di accusa, che possa mettere la persona di fronte alle sue responsabilità non come un colpevole di atti deplorevoli, ma come un malato a cui si mostra la sua malattia e gli si chiede di curarla.

Fyodor Bronnikov - In the family