Ce.S.Te.P.

 
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Cosa fare, cosa non fare

Cosa NON fare

  • Negare
  • Arrabbiarsi
  • Condannare
  • Essere conniventi
  • Giustificare
  • Coprire
  • Accettare deleghe di responsabilità

Cosa fare

  • Aiutarlo a capire che i suoi disturbi sono dovuti all’alcol
  • Affrontare l'argomento
  • Accettare il problema
  • Aiutarlo a toccare il fondo
  • Aiutarlo a trovare i motivi per curarsi

 

L’aiuto che arriva da parte di familiari e amici è fondamentale: da solo l’alcolista non ce la può fare, altrimenti lo avrebbe già fatto.

Nessuno si ostina a star male se può evitarlo!

Se la persona accetta si dovrà immediatamente, senza indugi, organizzare un incontro con uno specialista alcologo facendosi consigliare dal medico, dallo psicologo, dall’assistente sociale ecc. o da un altro specialista. A partire da questo momento sarà l’alcologo che porterà avanti il discorso sulla motivazione alla cura con l’obiettivo di costruire insieme al malato e alla sua famiglia un progetto terapeutico.

Fyodor Bronnikov - In the family

Che cosa fare se l’alcolista rifiuta di curarsi?

Nelle situazioni iniziali quando i danni non sono ancora gravi oppure nelle situazioni avanzate quando la dipendenza è molto forte e il processo di alcolizzazione ha ridotto la capacità di giudizio, accade spesso che l’alcolista rifiuti ogni proposta di cura. Può addurre i motivi più diversi oppure reagire in modo violento o arrogante. In questo caso risulta evidente che l'alcolista non ha ancora "toccato il fondo". Questo di solito produce in chi ascolta una reazione emotiva molto intensa: frustrazione, rabbia, sensazione di essere presi in giro ecc.
E’ bene ricordarsi che la reazione è comprensibile sul piano umano ma che arrabbiarsi non serve.

La rabbia è uno sfogo ma non è costruttiva in nessun caso.

Forse può essere d’aiuto il pensare di trovarsi di fronte ad una persona prigioniera di un alieno che la porta ad essere e ad agire in modo diverso dalla vera persona che conoscevate. Per raggiungere una collaborazione si dovranno superare gli ostacoli posti dal malvagio carceriere.

E' l'alieno il nemico

Se si potrà mettere in chiaro questo e se si potrà stabilire un'alleanza col vostro caro sicuramente le probabilità di cominciare un percorso di cura saranno più elevate.

Negli ultimi anni la migliore conoscenza dei meccanismi della malattia della dipendenza stanno cambiando gli atteggiamenti non solo dei curanti ma di tutta la società. La magistratura, ad esempio, comincia ad utilizzare strumenti legali (amministratore di sostegno o Trattamento sanitario obbligatorio presso comunità terapeutiche ecc.) che possono aiutare molto il lavoro dei curanti e gli sforzi delle famiglie.