Vi
sono fondamentalmente due quesiti che non possiamo aiutare a risolvere:
il primo riguarda l'obbligo della terapia delle dipendenze; il
secondo, le domande di pertinenza medica.
-
Obbligo di curarsi - L'obbligo di prendersi cura
di sé affrontando la propria dipendenza è di natura
sociale e morale: sociale, dal momento che coinvolge il rapporto
che abbiamo con l'ambiente circostante - lavorativo, scolastico,
legale, economico. Infatti l'uso di sostanze e/o comportamenti
compulsivi conduce a condotte di vita alterate, con il risultato
di danni apportati alla propria vita sociale: perdita del
posto di lavoro, rovesci economici, scarso rendimento scolastico,
azioni illegali, indebitamenti, separazioni e divorzi, incidenti
sul lavoro ed alla guida.
A tutto questo bisogna aggiungere il degrado della qualità
fisica e morale della vita propria e delle persone che più
ci stanno vicino. Tuttavia è solo il malato stesso che
può decidere di intraprendere la cura, quando raggiunge
un adeguato livello di consapevolezza e di motivazione: da
parte nostra vi può essere un aiuto ed un incentivo affinché
ciò accada, prima che sia troppo tardi, fornendo ai malati
ed ai loro congiunti gli strumenti conoscitivi e la prova vivente
che "ce la si può fare", evitando così
di percorrere la strada che conduce in tempi più o meno
brevi alla morte. Nessuno di noi quindi può usare la
coercizione alla terapia.
- Quesiti
di natura medica - Non rientra nelle finalità del
gruppo AD quella di sostituirsi al personale medico generico o
specialistico, fornendo indicazioni specifiche di cura o farmacoterapie
o quant'altro di specifica competenza medica. Nel caso venisse
sollecitata un'opinione di carattere medico, i coordinatori del
forum indirizzeranno il richiedente ai
medici specialisti che li hanno in cura.
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- Benvenuto nel gruppo!
Dopo
la presentazione del gruppo Aiutodipendenze e le dovute premesse
invitiamo le persone interessate a raggiungerci nelle pagine delle
testimonianze e del forum.
Prima di questo, però, desideriamo darvi il benvenuto, trascrivendo
la lettera natalizia che Stefania ha scritto per il Natale 2000,
rivolta a tutte le persone in cura presso i gruppi di terapia del
Ce.S.Te.P.
Caro
amico,
finalmente sei arrivato nei nostri gruppi; noi ti accogliamo con
un sorriso, ci sembra già di conoscerti, perché sul
tuo viso vediamo i segni di tanta sofferenza, ansia, rabbia, delusione,
vergogna; la tristezza ti avvolge tutto, il tuo corpo è stanco,
la tua mente è piatta.
Tutte
queste sensazioni le abbiamo già provate e ciò ci
accomuna; per questo ti diciamo subito, nella speranza di rincuorarti,
che qui siamo tutti uguali.
Ti
aiuteremo a capire le regole già messe a punto per noi, che
ci semplificheranno la vita. Ti spingeremo ad aprire il tuo cuore,
lasciandoti lo spazio e il tempo necessario per raccontarci la storia
della tua vita, e la ripeterai innumerevoli volte ed ogni volta
sarà più ricca di particolari importanti e senza accorgertene
tralascerai i racconti superficiali che erano solo frutto della
tua confusione.
Ma
come noi ti sapremo ascoltare, anche tu, in silenzio, raccoglierai
poco alla volta gli innumerevoli confronti ai quali in gruppo non
potrai sottrarti; ti sentirai a volte attaccato proprio da noi compagni,
ti verrà voglia di lasciare tutto, dando così sfogo
ancora una volta ai tuoi impulsi, anche di rabbia; stringerai i
denti per sopprimere l'aggressività che ci accomuna, la necessità
di dare sempre torto agli altri; potresti anche provare antipatie
verso qualcuno.
Fondamentale
è la perseveranza nel dire NO al primo bicchiere, alla prima
restrizione alimentare, alla prima abbuffata, alla prima puntata
di gioco, qualsiasi cosa accada, e rispettare le regole della terapia,
anche con umiltà ed onestà. L'umiltà nel chiedere
aiuto ai compagni nel momento del bisogno può anche salvarti
la vita.
Tutto
questo fa parte di una terapia così sperimentata che, se
saprai accettare, cambierà radicalmente il tuo stile di vita,
rinascerai, riconquisterai gradualmente, ma senza avere fretta,
stima, prima di tutto di te stesso, poi degli altri; ritroverai
gli affetti che credevi persi, avrai più credibilità
e riconquisterai la giusta posizione che ti spetta nel mondo.
Coraggio,
amico, insieme ce la possiamo fare.
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