Domande frequenti su abuso alcolico e alcolismo

Sommario

  1. Che cos'è l'alcol?
  2. Quando il consumo dell'alcol diventa patologico?
  3. Che cos'è l'alcolismo?
  4. Come posso sapere se io o qualcuno a me prossimo ha problemi con l'alcol?
  5. Sono preoccupato per una persona che probabilmente ha problemi con l'alcol. Come sincerarmene?
  6. Quali sono i sintomi psicologici provocati dall'abuso di alcol?
  7. L'alcolismo è una malattia?
  8. L'alcolismo è ereditario?
  9. L'alcol è un ansiolitico e/o un antidepressivo?
  10. L'alcolismo può essere guarito?
  11. Esistono medicine per l'alcolismo?
  12. Funziona il trattamento per l'alcolismo?
  13. Che cos'è il trattamento per la sindrome d'astinenza?
  14. Una persona deve essere alcolista per avere problemi derivati dall'alcol?
  15. Se si hanno problemi con l'alcol si può semplicemente ridurne il consumo senza tuttavia smettere del tutto?
  16. Alcuni gruppi di persone sono più predisposti di altri a sviluppare problemi alcol-correlati?
  17. Come posso ottenere aiuto se ho problemi con l'alcol?
  18. L'astinenza deve essere definitiva?
  19. Che cosa accade in caso di ricaduta?
  20. Che cos'è il livello di sicurezza nel bere?
  21. Se un alcolista non ha la volontà di chiedere aiuto, vi è un modo per avviarlo al trattamento?
  22. Che cosa sono i gruppi di aiuto?
  23. E' sicuro bere durante la gravidanza?
  24. Quando si invecchia, l'alcol influisce sull'organismo in modo differente?
  25. L'alcol agisce sul corpo femminile in modo differente rispetto a quello maschile?
  26. L'alcol fa bene al cuore. E' vero?
  27. Se si prendono medicinali da banco o da prescrizione, si deve smettere di bere?

1 - Che cos'è l'alcol?

Con il termine alcol si intende comunemente definire l'alcol etilico o etanolo, la cui formula è C2H5OH. L'alcol assoluto ha una purezza del 99% essendo il rimanente 1% rappresentato da acqua. L'alcol etilico è il principale componente psicoattivo  presente nelle bevande alcoliche. Il suo contenuto nelle bevande si esprime attraverso il numero di gradi alcolimetrici (°) che rappresenta la percentuale in volume (% vol.) di etanolo nella soluzione acquosa; così nella birra chiara abbiamo una concentrazione di alcol pari a  5-6° o più; nel vino 10-12°; nei superalcolici 40-50° ed oltre.
[CESTEP]

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2 - Quando il consumo dell'alcol diventa patologico?

E' difficile definire una dose soglia o un limite di consumo al di sopra del quale un bevitore è  da considerarsi un bevitore eccessivo, un bevitore problematico o un alcolista. Parlando più in generale, la dipendenza alcolica ha inizio quando la quantità di alcol assunta è maggiore di quanto il corpo possa tollerare, ossidare, metabolizzare.
Un consumo superiore a quattro dosi (v. in fondo) di alcol (vino, birra o liquore) più di tre volte alla settimana è da considerarsi patologico. La nozione di dose soglia o dose massima è tuttavia discutibile, in quanto non tiene conto di fattori individuali di tolleranza o sensibilità agli effetti dannosi dell'alcol. Gli effetti di una dose d'alcol sull'organismo variano da soggetto a soggetto: il livello di alcol nel sangue in seguito alla sua ingestione e il rischio di sviluppare dipendenza variano col volume del corpo, il peso, le abitudini alimentari e in dipendenza del fatto che il consumo dell'alcol sia isolato o regolare.
Un ruolo specifico giocano i fattori ereditari, i quali controllano la capacità di metabolizzazione della sostanza e il funzionamento dei centri nervosi di ricompensa e gratificazione. Quantità abbondanti di alcol sono sempre dannose e altamente tossiche per le donne in gravidanza, i bambini, gli adolescenti e gli anziani. Un alcolista certamente beve troppo (per la salute del suo corpo e della sua mente). Ma essere un alcolista significa anche "bere in modo sbagliato", deviando dall'uso conviviale, aperto, piacevole (che ne farebbe un cosiddetto
"bevitore sociale"). Essere alcolista è soffrire la malattia del bere, mentalmente e fisicamente. L'alcolista si ritrova psicologicamente e fisicamente dipendente dall'alcol etilico.
Identificare l'alcolismo in se stessi o in coloro che ci sono vicini è perciò non tanto una questione di ammettere una quantità di alcol bevuta al giorno o alla settimana, quanto di riconoscere le conseguenze negative dell'alcol sulla nostra salute fisica e mentale e sulla nostra vita familiare, sociale e professionale.
[Alcoweb][CESTEP]

Una dose o unità di alcol è equivalente a:
     - 250 ml. ca. di birra di media forza
     - Un bicchiere di vino (125 ml.)
     - Una misura standard da bar o pub di liquore o vino liquoroso come sherry o porto (25 ml.)
[Alcoweb]

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3 - Che cos'è l'alcolismo?

L'alcolismo o etilismo o dipendenza da alcol è una malattia multifattoriale che dipende cioè da diversi fattori ereditari, ambientali, comportamentali, fisici e psichici. Include quattro sintomi:

  • Craving - una forte necessità compulsiva al bere.
  • Controllo alterato - L'incapacità di limitarsi nel bere in ogni data circostanza.
  • Dipendenza fisica - Sintomi di sindrome d'astinenza quali nausea, sudorazione, sbandamenti, tremori e ansia quando si sospende l'assunzione di alcol dopo un periodo di pesanti bevute.
  • Tolleranza - La necessità di aumentare i quantitativi di alcol assunto al fine di ottenere l'effetto desiderato.

Per scopi clinici e di ricerca sono stati sviluppati criteri diagnostici per l'alcolismo. Tali criteri sono inclusi nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition (DSM-IV), pubblicato dall'American Psychiatric Association (APA), così come nell'International Classification Diseases (ICD 10), pubblicato dalla World Health Organisation (WHO). Tali criteri sono riportati nella pagina Tematiche - Alcolismo.  Si veda inoltre nella pagina Pubblicazioni & Stampa - NIAAA il saggio su Alcohol Alert No. 30: Criteri Diagnostici per l'Abuso e la Dipendenza da Alcol.
[NIAAA][CESTEP]

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4 - Come posso sapere se io o qualcuno a me prossimo ha
problemi con l'alcol?

Un buon punto di partenza è rispondere al breve questionario riportato di seguito, sviluppato dal Dr. John Ewing e chiamato CAGE, acronimo delle parole chiave in inglese contenute in ciascuna domanda.

  • Hai mai avvertito la necessità di ridurre (Cut down) il tuo bere?
  • Ti senti contrariato (Annoyed) se la gente critica il tuo bere?
  • Ti sei mai sentito addolorato o colpevole (Guilty) per il tuo bere?
  • Hai mai bevuto al mattino come prima cosa (Eye opener) allo scopo di calmare i tuoi nervi o per liberarti dei postumi di una sbornia?

Un solo "sì" suggerisce un possibile problema con l'alcol.  Più di un "sì" significa che è altamente probabile che il problema esista. Se ritieni che tu o qualcuno che tu conosci possa avere un problema alcol-correlato, è importante vedere un dottore o un altro operatore sanitario immediatamente, in modo che possa stabilire se esiste un problema col bere e nel caso suggerire il miglior percorso da seguire. [NIAAA]

Prova ora a rispondere sinceramente alle seguenti domande (segnando con una "x" la casella del Sì o del No):

 N°

Domanda

No
 1
Senti di essere un bevitore sociale?  (cioè bevi meno o tanto quanto la maggior parte della gente).
         
 2
Ti sei mai svegliato al mattino dopo una bevuta serale o notturna senza ricordare parte della serata?
   
 3
Il tuo coniuge, un genitore o un parente prossimo si è mai preoccupato o lamentato per il tuo bere?
   
 4
Ti senti mai in colpa per il tuo bere?
   
 5
Gli amici o i parenti pensano che tu sia un bevitore sociale?
   
 6
Sei in grado di smettere di bere quando vuoi?
   
 7
Hai mai partecipato ad una riunione di AA (Alcolisti Anonimi) o di altri gruppi terapeutici di auto-aiuto?
   
 8
Ti sei mai azzuffato sotto l'effetto dell'alcol?
   
 9
Il bere ti ha mai creato problemi con il coniuge, un genitore o un parente prossimo?
   
 10
Il tuo coniuge, un genitore o un parente prossimo si è mai rivolto a qualcuno per chiedere aiuto per i tuoi problemi con il bere?
   
 11
Hai mai perso un amico per il tuo bere?
   
 12
Hai mai avuto problemi al lavoro o a scuola causati dal bere?
   
 13
Hai mai perso il posto di lavoro a causa del bere?
   
 14
Hai mai trascurato i tuoi obblighi, la famiglia, o il lavoro per due o più giorni di seguito a causa del bere?
   
  15
Bevi prima del pranzo abbastanza spesso?
   
 16
Dopo una bevuta pesante hai mai avuto forti tremori o udito voci e visto oggetti che non esistono realmente?
   
17
Ti sei mai rivolto a qualcuno (a parte AA o associazioni simili) per chiedere aiuto per problemi con il bere?
   
18
Sei mai stato in ospedale a causa del bere? (disintossicazione, incidenti alcol-correlati, problemi medici quali cirrosi o danni fisici occorsi sotto l'influsso dell'alcol).
   
 19
Sei mai stato in un ospedale o reparto psichiatrico e il bere ha rappresentato una concausa dell'ospedalizzazione?
   
 20
Sei mai stato visitato in un centro psichiatrico o di salute mentale, oppure sei andato da un dottore, un operatore sociale o un prete, per un aiuto su un problema emotivo collegato anche solo in parte all'alcol?
   
 21
Sei mai stato fermato per guida in stato di ebbrezza, intossicazione o alterazione da bevande alcoliche?
   
 22
Sei mai stato fermato, anche se per poche ore, a causa del tuo comportamento sotto effetto dell'alcol?
   

Per il risultato del tuo test considera che le risposte che confermano un problema legato all'alcol alle domande n° 3,4,8,15  valgono 1 punto, alle domande 1,2,5,6,9,10,11,12,13,14,16,19,20,21,22 valgono 2 punti, alle domande 7,17,18 valgono 5 punti. Somma i punti ottenuti ed avrai il punteggio totale: 3 punti o meno indicano che sei un bevitore sociale, 4 punti che sei un probabile bevitore problematico, 5 o più punti suggeriscono che sei un alcolista.
Questo test, che con lievi differenze è denominato MAST - Michigan Alcoholism Screening Test -, viene utilizzato presso la prestigiosa Mayo  Clinic negli USA, nella versione rivista chiamata SAAST cioè Self-Administered Alcoholism Screening Test: i medici iniziarono ad utilizzare la versione ridotta (9 domande) del test nel 1972 come questionario di auto-rapporto per i pazienti.
[MAYO]

A conferma del test precedente, considera quanto tu beva attualmente. Cerca di compilare un diario di quanto alcol hai ingerito la scorsa settimana. Stai attento ad includere tutte le bevute e ricorda che a casa un bicchiere di vino o di superalcolico è spesso più grande che al bar o al ristorante! E' stata una settimana tipo? Se stai bevendo al di sopra dei limiti raccomandati dovresti pensare di limitarti. Tuttavia non preoccuparti! In occasioni speciali come il Natale e il primo dell'anno, si può essere più indulgenti. Bere un po' di più in tali circostanze è improbabile che abbia effetti a lungo termine sulla salute. Se sei preoccupato che il bere possa diventare un problema per te, i segnali d'allarme possono essere:
     - Essere "bevuto" troppo spesso, specialmente quando hai bisogno di sentirti in forma il giorno dopo.
     - Perdere una giornata a causa dei postumi di una sbornia.
     - Avere incidenti, liti o infortuni domestici a causa del bere.
     - Avere problemi  per il bere - azzuffarsi, bere e guidare.
     - Fare qualcosa che non avresti altrimenti fatto dopo aver bevuto ed essertene dispiaciuto.
     - Una sera, bere più di quanto tu abbia programmato.
Se questi sono solo incidenti isolati devi pensare con maggiore attenzione a ridurre la quantità di alcol ingerita e a decidere quando assumerla.
Se tuttavia molti degli altri segnali sotto elencati sono pertinenti, rientri nel modello del
bevitore problematico.

  • Pensi di continuo alla prossima bevuta.
  • Ingurgiti il primo bicchiere velocemente.
  • Sei consapevole di quanto spesso tu sia il primo a svuotare il bicchiere.
  • Ti prendi delle sbornie più che occasionalmente.
  • Hai necessità di bere prima di fare alcune cose o di affrontare determinate situazioni.
  • Ti senti sul punto di vomitare, hai tremori e sudi al mattino o nel mezzo della notte.
  • Spendi nell'alcol più di quanto possa permetterti.
  • Ordini un "doppio" quando è il tuo turno.
  • Senti spesso di aver bisogno di bere.
  • Aumenti le discussioni e i litigi a casa durante le bevute.
  • Sei contrariato se altri fanno riferimento al tuo bere o al tuo comportamento quando sei sotto l'effetto dell'alcol.
  • Altre persone ti dicono di essere preoccupate per il tuo bere.
  • Ti senti intimamente a disagio per quanto riguarda il tuo bere.
  • Bevi quando sei solo.
  • Nascondi deliberatamente l'evidenza del tuo bere (menti sul denaro speso, nascondi le bottiglie e svuoti i contenitori di bevande alcoliche).
  • Talvolta inizi a bere quando prima non lo facevi e al mattino presto.
     

Tu hai  molto probabilmente un preciso problema con l'alcol o sei diventato dipendente dall'alcol se:

  • Devi aumentare la quantità di alcol bevuto per mantenere lo stesso effetto (aumento della tolleranza).
  • Ti svegli sempre con tremori e sudato.
  • Bevi grandi quantità nel corso della giornata senza che questo ti causi sbornie.
  • Ti senti a disagio se non hai da bere a portata di mano.
  • Menti riguardo il tuo bere.
  • Tieni segreto il tuo bere ed i suoi costi

[AC]

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5 - Sono preoccupato per una persona che probabilmente
ha problemi con l'alcol. Come sincerarmene?

Per chi è preoccupato per i problemi legati al bere di un altra persona, la domanda più frequente è: lui/lei al momento attuale è un alcolista?
Il problema sta nel fatto che la maggior parte di coloro che hanno problemi  alcol-correlati li negano. La domanda è di fondamentale importanza nel pensiero delle persone coinvolte, poiché scoprirlo con altri mezzi è difficile. La persona  - che molto probabilmente non si mostra completamente ubriaca - opporrà resistenza ad ogni indagine, mentirà circa il suo bere e si adopererà per nascondere ogni problema. Tu sai che qualcosa non va e sospetti che sia l'alcol, ma a causa del marchio d'infamia con i quali vengono etichettati i problemi alcol-correlati, che contribuisce alla negazione (spesso aggressiva), è difficile ottenere chiarimenti direttamente dall'interessato. Infatti la domanda diretta è raramente di qualche utilità senza che il soggetto abbia la volontà di parlare del suo bere e di pensare quando sia necessario  prendere l'iniziativa per risolvere il suo problema. Se ti sta a cuore una persona e pensi che l'alcol sia ben presente, è probabile che ciò sia vero. E' più utile concentrarsi su quanto è cambiato piuttosto che sulla  questione: "è dipendente oppure no dall'alcol".
Alcuni segnali di un problema alcol-correlato sono:

  • A -  Mutamenti dell'umore e del comportamento

    Puoi cominciare notando se gli umori della persona cambino più rapidamente e irregolarmente. Può apparire difficile da definire, ma tali cambiamenti nel temperamento sembrano  non avere un fondamento logico. I mutamenti d'umore e di atteggiamento si possono manifestare in molti modi: come esempio, durante una conversazione di gruppo, la persona che sta sviluppando un problema legato al bere può avere difficoltà nel concentrarsi sul tema di discussione. Può apparire distratto per un certo periodo, quindi improvvisamente si riprende con un'osservazione o un commento non pertinente oppure risponde in modo inadeguato.
    Normalmente sembra inconsapevole o semplicemente ignora ogni segnale di disagio manifestato dagli altri per il suo comportamento.
    Il bevitore è probabilmente consapevole di essere distratto e compensa causando confusione negli altri. Ovviamente questo succede se le persone hanno altri problemi per la testa o sono indisposti. Inoltre il grado di evidenza varia con la personalità del soggetto - in una persona tranquilla vi sono segnali meno evidenti rispetto ad un carattere vivace. Anche il grado di conoscenza oltre al livello e alla natura della relazione ha la sua influenza. Ciò che interessa è la comparsa di un nuovo comportamento e se il soggetto sembri non rendersi conto del turbamento causato agli altri dal tentativo di dissimulazione e di apparire normale.
    Più delineati sono i vuoti di memoria o la confusione riguardante discorsi ed avvenimenti recenti. Le persone con problemi legati all'alcol possono essere ripetitive scordandosi che la questione è già stata discussa, ma piuttosto che riconoscerlo tentano di dissimulare. Più disturbanti sono i soggetti polemici che, dimenticando il tema in discussione, ti incolpano di ogni tensione.
    E' comune nelle persone con problemi alcol-correlati diventare sempre più inaffidabili al lavoro o a casa rispetto ai compiti che erano soliti svolgere bene. Possono progressivamente mettersi sulla difensiva quando ci si confronta su questi temi, incolpando gli eventi e gli altri se le cose non vanno regolarmente.
    Una progressiva mancanza di consapevolezza dei grandi eventi è spesso evidente se il  bevitore problematico perde interesse negli avvenimenti esterni o se è troppo preoccupato per notarli.

  • B - Cambiamenti nelle modalità del bere

    Può sembrare ovvio un cambiamento nel modello di bere da parte del bevitore. Può uscire più spesso per andare a bere, oppure assumere bevande alcoliche in casa o da solo al contrario di prima.
    Può convertirsi a bevande più forti - dalla birra ai superalcolici, per esempio. Può iniziare a bere sempre prima durante il giorno. Ti puoi rendere conto che spende nel bere più di quanto possa permettersi.
    Il soggetto con problemi  di alcol può iniziare a mentire sui suoi spostamenti - affermare che è stato trattenuto al lavoro quando in realtà si è recato al bar. Puoi sentire odore di alcol nel suo alito in circostanze inappropriate o quando il soggetto nega di aver bevuto. Puoi sorprenderlo mentre beve di nascosto. Frequentemente scompare per brevi periodi per andarsi a riempire il bicchiere.
    Puoi trovare alcolici nei posti più strani - a casa, nelle camera da letto e negli armadi - o sul luogo di lavoro. I vuoti vengono gettati direttamente nei bidoni piuttosto che nei sacchetti domestici destinati al vetro.

  • C - Segnali fisici

    Nel soggetto con problemi alcol-correlati ad un certo stadio compare una riduzione nella cura personale dell'aspetto e dell'igiene.
    Forse puoi notare trascuratezza nella casa, nei pasti, nel terrazzo o nel giardino o nelle cose delle quali era solito prendersi cura. Ci sarà un deterioramento fisico e frequenti episodi di malessere, che il bevitore è poco propenso ad attribuire al bere.
    In certi momenti può tremare, sudare ed avvampare. Il vomito è comune al mattino. L'individuo con problemi alcolici si riempie facilmente di lividi a causa della carenza di vitamine, i segni di cadute o di contusioni sono spesso evidenti. Si assiste ad una mancanza generale di coordinazione. Potresti notare black-out (manifestazioni di assenza totale), ansia, depressione, scarso appetito e insonnia. [AC]

Gli studi hanno convalidato l'efficacia del test SAAST nello screening per l'alcolismo (v. paragrafo 4). Le prove di laboratorio su sangue, urine o funzionalità epatica non si sono dimostrate così accurate o utili come il questionario di self-report SAAST utilizzato alla Mayo Clinic.
Il SAAST-II è il questionario parallelo che deve essere completato dal coniuge del bevitore, dal convivente, un membro della famiglia o chiunque conosca bene il soggetto. Anche in questo caso gli studi hanno confermato l'efficacia del SAAST-II come strumento di screening. E' chiaro che tale test identifica le persone a rischio di alcolismo o quantomeno di abuso alcolico, ma non può effettuare una diagnosi.
Di seguito riportiamo la versione abbreviata consistente in 9 domande, dimostratasi efficace nell'identificazione di persone che sono probabilmente alcol-dipendenti.

Domanda No
1
Senti che questa persona sia un bevitore sociale? (non più della media della popolazione dei bevitori).
   
2
Tu o i parenti stretti vi siete mai preoccupati o lamentati circa il bere di questa persona?
   
3
Questa persona è in grado di smettere di bere quando vuole?
   
4
Il bere di questa persona ha mai creato problemi fra lui/lei e te, un genitore o un parente stretto?
   
5
Questa persona beve mai al mattino?
   
6
Questa persona ha mai sentito la necessità di ridurre drasticamente il bere?
   
7
Un medico ha mai detto a questa persona di smettere di bere?
   
8
Questa persona è mai stata ricoverata in un ospedale o reparto psichiatrico  per problemi collegati all'alcol?
   
9
E' mai stata fermata questa persona mentre guidava in stato di intossicazione?
   

Per valutare il risultato, segna 1 punto se hai risposto Sì alla domanda n°2, segna 2 punti se hai risposto No alle domande 1 e 3, oppure Sì alle domande 4,5,6,7,8,9. Somma i singoli punteggi e considera il totale. In generale 5 o più punti indicano la categoria "alcolista", 4 punti che siamo in presenza di un bevitore almeno problematico, 3 punti o meno che si dovrebbe trattare di un non-alcolista.
In caso di dubbi non esitare a contattarci (v. Come contattarci nella Home page).
[MAYO]

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6 - Quali sono i sintomi psicologici provocati dall'abuso di
alcol?

L'alcolismo aumenta la frequenza e la gravità di tutti i disturbi psichici, sia che siano problemi di ansia sia di depressione.
L'ansia prodotta dall'alcol si caratterizza per la sensazione immotivata di paura, che tende a ripetersi e a risultare debilitante. L'alcol può ridurre la sensazione di ansia in via transitoria. Alla lunga , tuttavia, la dipendenza alcolica aumenta paura ed ansia. Favorisce inoltre l'instaurarsi di attacchi di panico, quando l'ansia perde i suoi confini e diventa incontrollabile. Anche le crisi depressive possono essere provocate dall'alcol, segnate da tristezza, affaticamento, perdita di motivazioni e difficoltà nel prendere sonno.
La depressione è provocata dagli effetti dell'alcol sul cervello in aggiunta alle pesanti conseguenze dell'alcolismo sulla vita personale, sociale e professionale.
Un consumo di alcol prolungato e patologico causa disturbi affettivi oltre che disturbi della personalità e nella funzione intellettiva. I problemi principali sono correlati alla perdita di giudizio e di autostima e portano a difficoltà nei contatti e nella comunicazione in famiglia, sul lavoro e in generale nei rapporti sociali.

[ALCOWEB]
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7 - L'alcolismo è una malattia?

Sì. L'alcolismo è una malattia cronica, spesso progressiva con sintomi che includono un forte bisogno di bere a dispetto delle conseguenze negative, familiari, lavorative, sociali. Come molte altre malattie ha un decorso generalmente prevedibile, presenta sintomi riconoscibili ed è influenzato da cause biologiche, psicologiche, sociali, ma soprattutto da fattori genetici ed ambientali che sono in corso  sempre più avanzato di definizione (v. alla pagina Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il saggio su Alcohol Alert No. 30: Criteri Diagnostici per l'Abuso e la Dipendenza da Alcol.
L'alcolismo comporta un comportamento patologico che porta a serie complicazioni, talora fatali. Risponde al trattamento preventivo e alla cura che risulta molto spesso efficace; richiede l'intervento medico: si tratta di una vera e propria malattia.
Il termine alcolismo fu impiegato per la prima volta da Magnus Huss nel 1848 per racchiudere l'insieme di problemi causati dall'abuso di alcol.
Jellinek sviluppò il concetto di malattia alcolica intorno al 1939, in relazione ad ogni utilizzo di bevande alcoliche che possa causare danni fisici o mentali all'individuo e/o alla società.
Si possono considerare due stati patologici dovuti direttamente all'eccessivo consumo di alcol per un dato soggetto:
  1. Complicanze mediche, psicologiche e legali del consumo alcolico (dagli incidenti stradali alla cirrosi epatica). E' l'eccessivo consumo di alcol a risultare nocivo alla salute.
  2. "La perdita della libertà di astenersi dall'alcol", una definizione di dipendenza da alcol di Fouquet, è quasi sempre accompagnata dalla tolleranza (progressivo incremento nella quantità richiesta per ottenere lo stesso effetto).

Queste due condizioni frequentemente coesistono nei pazienti alcolisti, ma non necessariamente.
Sono stati sviluppati molti test (o scale) efficaci ai fini della diagnosi e della gravità dell'alcolismo (
DSM-IV, ICD 10, MAST...), consentendo l'implementazione di un trattamento appropriato ed efficace.
[NIAAA][ALCOWEB]

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8 - L'alcolismo è ereditario?

L'alcolismo tende ad essere ricorrente in seno alle famiglie e fattori genetici spiegano in parte questo modello. Attualmente i ricercatori sono sulle tracce dei geni che influenzano la vulnerabilità all'alcolismo. L'ambiente di un individuo, come l'influsso delle amicizie, i livelli di stress e la facilità di procurarsi l'alcol, possono inoltre influenzare il bere e lo sviluppo dell'alcolismo. Altri fattori ancora, come il supporto sociale, possono aiutare a proteggere persino le persone ad alto rischio dai problemi alcolici.
Il rischio tuttavia non è un destino: il figlio di un alcolista non svilupperà automaticamente l'alcolismo, così come un soggetto senza una storia familiare di alcolismo può diventare alcol-dipendente. (v. anche alla pagina Pubblicazioni & Stampa - NIAAA il saggio Alcohol Alert No. 18: La Genetica
dell'Alcolismo).
E' più un caso di predisposizione, di tratto genetico, come per molte altre patologie (ipertensione, insufficienza coronarica, diabete, depressione...), che dovrebbe allertare i soggetti più vulnerabili ad un atteggiamento cauto e che prevenga il problema.
La natura familiare dell'alcolismo è largamente accettata: l'incidenza dell'alcolismo è due volte più alta nei gemelli omozigoti (sviluppatisi da un singolo ovulo) che in quelli eterozigoti (sviluppatisi da due ovuli). Il rischio di sviluppare la malattia è tre volte maggiore nei bambini i cui genitori biologici sono alcolisti e che sono stati adottati e cresciuti da genitori adottivi non alcolisti.
Questi fattori genetici predisponenti non sono ancora ben compresi e talvolta oggetto di disputa:
  • Presenza di geni specifici  (per esempio l'allele A1 del gene per i recettori D2 per la dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto nel meccanismo cerebrale di ricompensa).
  • L'ossidazione metabolica (catabolismo) dell'alcol nel corpo differisce da persona a persona, sesso, gruppo etnico probabilmente a causa di differenze geneticamente determinate nel funzionamento degli enzimi responsabili. La principale via metabolica prevede l'ossidazine enzimatica dell'alcol ad acetaldeide, quindi ad acido acetico ed infine ad anidride carbonica. Tali processi hanno luogo principalmente nel fegato.
  • Clinicamente si è stabilito che i bambini di alcolisti hanno reazioni psicomotorie e cognitive ad una dose data, moderata di alcol che è meno marcata rispetto ai bambini dei non alcolisti. E' possibile che questo fatto possa alterare la capacità di autocontrollo sul consumo di alcol e facilitarne l'abuso.
    [NIAAA][ALCOWEB]
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9 - L'alcol è un ansiolitico e/o un antidepressivo?

Innanzitutto un'osservazione: l'ansia e la depressione sono da 1.5 a 2 volte più frequenti  negli alcolisti che nella popolazione non-alcolista. L'associazione ansia-depressione-alcolismo è abbastanza frequente: dal 15 al 30%.
Nella maggior parte dei casi, l'eccessivo consumo di alcol e la dipendenza appaiono prima della vera sindrome d'ansia e della vera depressione: si parla di alcolismo primario. Quando avviene l'inverso, l'alcolismo è secondario, cioè fa la sua comparsa dopo i problemi di umore. Infatti i pazienti sperimentano, come chiunque altro, gli effetti iniziali di riduzione dell'inibizione, di stimolazione e di sedazione dovuti all'assunzione di alcol. Dove c'è ansia o depressione, si possono ricercare tali effetti come una sorta di auto-medicazione. Ma gli effetti farmacologici dell'alcol si invertono con l'abuso cronico, a causa del progressivo adattamento del sistema nervoso centrale. Così i soggetti con una dipendenza primaria talvolta sviluppano ansia e depressione secondarie e il ricorso all'alcol è non solo inefficace ma può aggravare le sindromi primarie. Questo è un vero e proprio circolo vizioso.
Solo l'astinenza potrà progressivamente trasformare tale situazione in circolo virtuoso, ripristinando le condizioni preesistenti e mettendo in grado i pazienti di curare le eventuali alterazioni psichiche primarie.

 

Un fatto interessante è che nella psicosi maniaco-depressiva, caratterizzata da periodi di euforia (mania) seguiti da depressione, l'assunzione di alcol è minore durante la fase depressiva della malattia.
Si deve ricordare inoltre che gli alcolisti tendono a minimizzare o ridicolizzare la loro dipendenza, preferendo avere un problema mentale come ansia o depressione che comporta una minore colpa nella nostra cultura, sebbene tale attitudine stia cambiando.
In pratica ribadiamo che il miglior ansiolitico e antidepressivo nel lungo termine per le persone alcol-dipendenti è l'astinenza. Gli ansiolitici sedativi vengono prescritti solo durante la sindrome d'astinenza, in dosi decrescenti per circa 2 settimane, per evitare di sostituire una forma di dipendenza con un'altra. Nel 90% dei pazienti un mese di astinenza ristabilirà l'umore normale. Solo in pazienti che ancora mostrano segni di ansia o depressione, o che sviluppano una "depressione post-astinenziale" (10%), seguirà la prescrizione appropriata di farmaci psicotropi per evitare la ricaduta.                                                
[CESTEP][ALCOWEB]                                                               

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10 - L'alcolismo può essere guarito?

Non ancora. L'alcolismo è una malattia trattabile, inoltre si sono rese disponibili medicine per aiutare a prevenire le ricadute, ma una cura non è ancora stata trovata. Questo significa che un alcolista, persino se è rimasto in astinenza per lungo tempo e ha ricuperato la sua salute, può ricadere e deve continuare ad evitare qualunque bevanda alcolica. (v. anche alla pagina  Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il pamphlet Alcolismo: la Realtà dei Fatti.
[NIAAA]
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11 - Esistono medicine per l'alcolismo?

Sì. Vengono usati comunemente due tipi di medicine per trattare l'alcolismo. La prima categoria è costituita dai tranquillanti benzodiazepinici (ad es. Valium® , Librium® ), che sono usati solo durante i primi giorni di trattamento per aiutare i pazienti ad astenersi totalmente  in modo  sicuro dall'alcol.
Il secondo tipo di farmaci è impiegato per aiutare i pazienti a rimanere sobri. Un medicinale approvato di recente a tale scopo è il naltrexone (ReViaT ) negli Stati Uniti, mentre in Europa viene di preferenza utilizzato l'acamprosato. Usato sotto supervisione dello specialista, questa medicina  attenua in molte persone il craving per l'alcol (impulso irresistibile al consumo della sostanza) e aiuta a prevenire la ripresa di pesanti bevute.
Un'altra medicina è il disulfiram (Antabuse® ), che scoraggia il ricorso al bere provocando nausea, vomito, arrossamento della cute ed altre reazioni fisiche poco piacevoli se viene ingerito alcol. (v. anche alla pagina
Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il bollettino Alcohol Alert No. 33: Ricerca
delle Neuroscienze e Sviluppo di Medicinali; e Media Advisory, Jan. 17, 1995:Approvato il Naltrexone per il Trattamento dell'Alcolismo; e - ALCOWEB, Medical: Medicinali nel Trattamento della Dipendenza / Sindrome di Astinenza da Alcol).
[NIAAA]
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12 - Funziona il trattamento per l'alcolismo?

Il trattamento per l'alcolismo è efficace in molti casi. Gli studi dimostrano che una minoranza di alcolisti rimane sobria un anno dopo il trattamento,
mentre altri alternano periodi di astinenza a ricadute. Altri ancora sono incapaci di smettere di bere per qualunque periodo di tempo.
La situazione migliora se si ricorre alla terapia di gruppo (di auto-aiuto o etero-assistita) come il nostro GAT - Gruppo di Alcolisti in Trattamento -, in cui la percentuale di ricadute è drasticamente ridotta.
Gli esiti del trattamento per l'alcolismo si possono paragonare favorevolmente ai risultati ottenuti con molte altre condizioni mediche croniche. Più a lungo ci si astiene dall'alcol, più aumentano le probabilità di rimanere in sobrietà. (v. anche
Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il bollettino Alcohol Alert No. 17: Trattamento Esito Ricerca).
E' importante ricordare che molte persone ricadono una o più volte prima di raggiungere una sobrietà a lungo termine. Le ricadute sono comuni, ma questo non significa necessariamente che un alcolista in trattamento abbia fallito o non possa eventualmente riprendersi dall'alcolismo. Se si verifica una ricaduta, è importante cercare di smettere di bere nuovamente e di cercare ogni forma di aiuto necessaria per astenersi dall'alcol. (v. la
domanda 21). Il supporto continuo di membri familiari o di altri (ad es. i gruppi terapeutici) si può rivelare importante ai fini del ricupero.
[CESTEP][NIAAA]
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13 - Che cos'è il trattamento per la sindrome d'astinenza?

Il trattamento della Sindrome di Astinenza Alcolica (SAA) è l'accurata attuazione della totale astinenza da alcol in pazienti con scarsa esperienza o dipendenza da bevande alcoliche. In alcuni casi viene condotto senza ospedalizzazione, più raramente il trattamento è residenziale. I primi consulti con il medico richiedono l'instaurarsi di un rapporto di fiducia, basato su un vero dialogo, dal quale non viene escluso l'alcol. E' necessario essere ben informati sulle conseguenze dannose dell'alcolismo ed essere resi consapevoli della serietà del problema, senza eccessivi moralismi. Una delle funzioni del trattamento, attraverso l'esperienza dell'astinenza completa e dell'intervento medico, è quella di rendere il paziente conscio del suo alcolismo e desideroso di iniziare ad essere curato.
Durante l'astinenza, il paziente può continuare l'attività professionale e la vita in famiglia. Abolisce completamente il consumo di alcol, sostituendone la perdita con grandi quantità di fluidi (acqua o bibita), vitamine e sedativi affiancati da medicine che attenuino gli effetti della sindrome di astinenza e/o il craving (SSRI o inibitori della ricaptazione della serotonina, Naltrexone, Acamprosato, GHB o acido gamma-idrossibutirrico, come l'AlcoverT - sale sodico del GHB).
[CESTEP][ALCOWEB]
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14 - Una persona deve essere alcolista per avere problemi
derivati dall'alcol?

No. Anche se non sei un alcolista, l'abuso di alcol può avere effetti negativi, come l'incapacità di assumersi responsabilità lavorative, scolastiche o familiari; problemi legali alcol-correlati; incidenti automobilistici dovuti al bere; in più una molteplicità di danni alla salute imputabili all'alcol. Talvolta i problemi possono insorgere persino in presenza di assunzione moderata di sostanze alcoliche, ad esempio durante la guida, la gravidanza o mentre si assumono medicine. (v. anche Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il bollettino Alcohol Alert No. 30: Criteri diagnostici per l'Abuso e la Dipendenza da Alcol. )
 
[NIAAA]
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15 - Se si hanno problemi con l'alcol si può semplicemente
ridurne il consumo senza tuttavia smettere del tutto?

No, se la diagnosi è quella di alcolismo. Gli studi dimostrano che quasi tutti gli alcolisti (98%) che cercano semplicemente di diminuire il quantitativo di alcol ingerito sono incapaci di portare avanti tale restrizione: per una cura efficace è necessaria l'astinenza totale. Se tuttavia non sei un alcolista ma hai problemi alcol-correlati, potresti essere capace di limitare il tuo bere (v. domanda n° 20 per i limiti raccomandati). In ogni caso, se non fossi in grado di rispettare tale limite, devi smettere di bere del tutto.
[NIAAA]
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16 - Alcuni gruppi di persone sono più predisposti di altri
a sviluppare problemi alcol-correlati?

Sì. Secondo il rapporto dell'EURISPES "Fuori dall'alcol"(2000), circa 5 milioni di italiani abusano dell'alcol: 1,5 milioni di alcol-dipendenti + 3,5 milioni di bevitori problematici. La somma rappresenta più del 10% della popolazione al di sopra dei 14 anni (ca. 49 milioni). Tuttavia il consumo di alcolici da parte degli uomini è triplo di quello delle donne; i problemi alcol-correlati sono più alti tra i giovani di 18-29 anni che non tra gli adulti ultra-sessantacinquenni. Anche tra i vari gruppi etnici, l'incidenza dell'alcolismo varia: negli Stati Uniti il consumo di alcol è diverso in rapporto all'etnia considerata. 
[CESTEP]
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17 - Come posso ottenere aiuto se ho problemi con l'alcol?

Esistono molti modi per ottenere un aiuto, anche immediato, se si hanno problemi alcol-correlati: Ti puoi rivolgere a:
  • Medico curante - Rivolgiti al tuo medico di base per avere informazioni preliminari sui problemi e sui danni derivati dall'alcolismo o dall'abuso alcolico. Sarà lui ad indirizzarti agli specialisti o alle strutture di aiuto pubbliche e private adeguate.
  • Medico specializzato - Uno specialista alcologo è prevalentemente uno psichiatra che ha sviluppato conoscenze specifiche sui problemi alcol-correlati: è in grado di fornirti informazioni approfondite sul quadro clinico provocato dall'assunzione patologica di alcol. Sarà suo compito fornirti supporto per l'eventuale apporto farmacologico, decidere se necessiti di ospedalizzazione o di cure ambulatoriali, suggerirti le terapie di appoggio individuali o di gruppo, come anche indirizzarti agli opportuni specialisti qualora siano manifesti anche danni fisici.
    Se ti rivolgi ad un medico specialista (internista, epatologo, neurologo, angiologo ecc.) per una qualsiasi forma di malattia, che tu possa anche considerare non imputabile all'alcol, ricordati di fargli sempre presente la tua situazione di bevitore. Le patologie derivanti dall'uso inadeguato di alcol sono più numerose, frequenti e diffuse all'intero organismo di quanto tu possa pensare.
  • Operatore sociale - La figura dell'operatore sociale esperto nell'affrontare le problematiche dell'alcolismo si va diffondendo anche in Italia: ti può indicare le strategie e le strutture di aiuto più appropriate.
  • ASL - Rivolgiti alla ASL (Azienda Sanitaria Locale) che ha competenza sul tuo territorio  per conoscere gli indirizzi delle strutture pubbliche di supporto al tuo problema. Esistono reparti di alcologia in svariati ospedali  così come servizi pubblici di assistenza ( SerT e N.O.A.) e comunità terapeutiche per alcol-dipendenti.
  • SERT e NOA - i SerT (Servizi Pubblici per le Tossicodipendenze) e i N.O.A. (Nucleo Operativo Alcologia)  forniscono informazioni, assistenza e trattamento a tutto campo sull'alcolismo, valutando la presa in carico per te e la consulenza per i tuoi familiari o per le persone a te vicine. Si avvalgono della collaborazione di medici, psicologi, psichiatri, assistenti sociali, educatori ed infermieri.
    Per conoscere i loro indirizzi rivolgiti al tuo medico curante o alla tua ASL o consulta l'elenco telefonico.
  • Ospedali e cliniche private - Nei casi urgenti di intossicazione o di problemi di ordine sanitario rivolgiti agli ospedali che sono dotati (in toto o in parte) di strutture come guardia medica, pronto soccorso,  reparto specifico di alcologia, centro antiveleni. La qualità dell'assistenza è rapportabile alla dotazione ospedaliera, alla recettività e alla competenza medica: non sempre la sensibilità e la preparazione del personale curante nei confronti della malattia alcolismo è all'altezza della situazione e corrispondente alle attese. Anche le strutture private, convenzionate e non, devono essere valutate con attenzione: accanto a cliniche specializzate nella cura delle dipendenze o dell'alcolismo, ve ne sono altre, anche molto costose, inadeguate, che si limitano ad una più o meno rapida disintossicazione fisica da alcol, senza fornire adeguato supporto psicologico di terapia individuale  o di gruppo né programmi di ricupero successivi alla fase residenziale.
  • Comunità terapeutiche e centri di ricupero - Sono spesso strutture di volontariato, laiche o religiose, finalizzate al trattamento delle dipendenze, alcolismo compreso. Vengono attuate le fasi di disintossicazione, terapia e reinserimento sociale con programmi residenziali full- o part-time (v. Comunità Terapeutiche) .
  • Gruppo di aiuto - E' costituito da un numero limitato di componenti e rappresenta  un efficace strumento di terapia che aiuta l'alcolista, già in fase di astinenza, a rafforzare le motivazioni e  i comportamenti adeguati al raggiungimento e mantenimento della sobrietà, attraverso il reciproco confronto e lo scambio di esperienze ed emozioni. I principali, presenti in Italia, sono:
        -  AA  > Alcolisti Anonimi: storica associazione sorta nel 1935 negli Stati Uniti ed ora diffusa capillarmente in tutto il mondo. Chiunque lo desideri può diventarne liberamente membro, senza corrispondere alcuna forma di pagamento. Sono gruppi di auto-aiuto non professionale in quanto non è prevista la presenza di uno specialista che coordini e indirizzi le sedute. La mancanza di controllo sull'alcol da parte dell'alcolista attivo è il presupposto degli AA: per il mantenimento dell'astinenza si fa riferimento ai cambiamenti ambientali, comportamentali, psicologici e spirituali da attuarsi attraverso dodici stadi ( i Dodici Passi).
    Sono previsti separatamente gruppi per i familiari degli alcolisti (Al-Anon) e per i figli degli alcolisti (Alateen).
       -   CAT  > Club degli Alcolisti in Trattamento: fondati da Hudolin nel 1964 a Zagabria e comparsi in Italia a Trieste nel 1979, rappresentano gruppi di auto- e mutuo-aiuto fra alcolisti e relativi familiari. Un operatore, non necessariamente professionale, opera come moderatore/coordinatore. Per ogni gruppo possono essere presenti al massimo 12 famiglie; se il numero è eccedente, viene formato un nuovo gruppo dalla scissione del precedente. Attualmente in Italia si contano circa 2400 CAT, che riferiscono a livello piramidale alle associazioni zonali (ACAT), provinciali (APCAT), regionali (ARCAT) e nazionale (AICAT).
       -  GAT  > Gruppi Alcolisti in Trattamento: costituiti dal dr. Sforza ad Appiano Gentile (CO) presso la casa di cura Le Betulle, sono oggi presenti anche a Milano in via San Paolo, 1. Composti da un massimo di 12 membri effettivi, annoverano al loro interno come ospiti i pazienti in programma residenziale per 21 giorni presso Le Betulle. Gli obiettivi della fase di ricovero sono: la disintossicazione controllata, la terapia di gruppo per contrastare i disturbi comportamentali e cognitivi dell'alcolismo attivo, la messa in discussione della negazione dell'alcolismo, la razionalizzazione del problema, l'educazione intensiva sull'alcolismo e la prima fase di recupero. I GAT sono quindi gruppi motivazionali, comportamentali e cognitivi eteroassistiti, nei quali la funzione di coordinatore è svolta da uno psichiatra esperto in alcologia. L'assidua frequentazione del gruppo di appartenenza per 5 anni con frequenza settimanale conduce alla sobrietà e ad un radicale mutamento nello stile di vita. Accanto ai GAT sono sorti i GIMOF, gruppi informativi e motivazionali di aiuto per i familiari ed amici degli alcolisti in trattamento, assistiti da uno specialista alcologo. 

    In generale i presupposti, basati sugli studi scientifici e sull'esperienza, sui quali poggiano i gruppi di aiuto sono:
    1 - l'alcol-dipendente ha un'ossessione mentale per l'alcol
    2 - da un punto di vista biologico e psicologico, l'alcolista differisce dal bevitore sociale
    3 - gli alcolisti presentano un'incapacità permanente e irreversibile di controllare la quantità di alcol assunta
    4 - l'alcolismo non può essere guarito, ma solo interrotto tramite l'astinenza totale e permanente.
    [CESTEP]
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18 - L'astinenza deve essere definitiva?

La maggior parte dei lavori su questo soggetto considera che l'astinenza permanente è necessaria per ottenere miglioramenti significativi. Tutti i gruppi di aiuto difendono fortemente questa posizione. Si sottolinea il fatto che qualsiasi consumo di alcol conduce alla perdita di controllo e quindi alla ricaduta nella dipendenza. chiunque sia alcol-dipendente rimane a rischio di ricomparsa della dipendenza per il resto della vita. L'unico obiettivo auspicabile è l'astinenza totale e definitiva.
[ALCOWEB]
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19 - Che cosa  accade in caso di ricaduta?

La ricaduta è comune, specialmente durante i primi mesi di astinenza, un periodo di grande vulnerabilità biologica, psicologica e sociale durante il quale gli stimoli al bere sono frequenti. La ricaduta, tuttavia,  dovrebbe essere considerata come un'opportunità di rivedere e rinforzare lo sforzo terapeutico.
L'alcolista deve consultare il suo medico prima possibile nel caso in cui ritorni a bere anche solo per una volta. La "storia" della ricaduta può mettere in grado di identificare gli eventi premonitori, da utilizzare in futuro come segnali d'allarme. Il paziente va confrontato, ma rassicurato, senza banalizzare il significato dell'episodio. Se tuttavia la ricaduta dura da molto tempo oppure è ricorrente, può rendersi necessario riavviare il ciclo completo di terapia, continuando nel contempo i trattamenti psicologici e farmacologici finalizzati a ridurre il desiderio compulsivo per l'alcol.
[ALCOWEB]
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20 - Che cos'è il livello di sicurezza nel bere?

La maggior parte degli adulti può bere quantità moderate di alcol ed evitare problemi alcol-correlati. Per il problema relativo alla quantità tollerabile, si rimanda alla domanda n° 2 - Quando il consumo dell'alcol diventa patologico? 
Tuttavia alcuni gruppi di persone non dovrebbero bere del tutto. Questi includono le donne incinte o che cercano di diventare gravide; le persone che decidono di guidare o di intraprendere attività che richiedono attenzione e precisione; coloro che assumono alcuni tipi di medicinali, compresi determinati prodotti da banco; le persone in condizioni mediche tali da peggiorare per effetto dell'alcol; gli alcolisti in trattamento; i giovani al di sotto di 21 anni (v. anche Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il bollettino Alcohol Alert No. 13: Sindrome Alcolica Fetale; Alcohol Alert No. 16: Il Bere Moderato; Alcohol Alert No. 27: Interazioni Alcol-Medicinali).
[NIAAA]
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21 - Se un alcolista non ha la volontà di chiedere
aiuto, vi è un modo per avviarlo al trattamento?

Questa è una situazione estremamente impegnativa. Un alcolista non può essere forzato a richiedere aiuto eccettuate alcune circostanze quali incidenti violenti che richiedano l'intervento delle forze dell'ordine o la susseguente emergenza medica Questo tuttavia non significa che tu debba attendere una crisi per affrontare la situazione. Sulla base dell' esperienza clinica, molti specialisti raccomandano i seguenti stadi per aiutare un alcolista ad accettare un trattamento:
  • Cessa qualunque "missione" di protezione - I componenti della famiglia cercano spesso di proteggere l'alcolista dagli esiti del suo comportamento fornendo scusanti alle altre persone circa il suo bere e togliendolo dai guai. E' importante smettere immediatamente tali tentativi in modo che l'alcolista possa porsi a confronto con gli effetti dannosi del suo bere e divenire quindi maggiormente motivato a smettere.
  • Pianifica il tuo intervento - Decidi di parlare con il bevitore poco dopo il manifestarsi di un problema alcol-correlato, come ad esempio una seria lite familiare per la quale il bere abbia giocato un ruolo determinante oppure dopo un incidente imputabile all'alcol. Scegli inoltre un momento di sua relativa lucidità in modo che entrambi abbiate l'adeguata disposizione mentale e inoltre quando sei in grado di parlargli privatamente.
  • Sii specifico - Digli che sei coinvolto dal suo problema e che desideri essergli di supporto nella richiesta di aiuto. Avvalora il tuo coinvolgimento con esempi sul modo in cui il suo bere ha causato problemi ad entrambi, includendo gli avvenimenti più recenti.
  • Stabilisci le conseguenze - Avvisa il componente familiare che, sino a quando non si deciderà a chiedere aiuto, porterai a termine le decisioni conseguenti, non per punire il bevitore ma per proteggere te stesso dagli effetti dannosi del suo alcolismo. Queste possono andare dal rifiuto di partecipare ad attività sociali che implichino l'uso di alcol fino all'abbandono della casa. Non manifestare propositi che non ti senti in grado di portare a termine.
  • Sii pronto ad aiutarlo -  Assumi informazioni in anticipo riguardanti le opzioni di trattamento disponibili presso li luogo nel quale risiedi. Se l'alcolista manifesta la volontà di curarsi, richiedi immediatamente un appuntamento con il consulente relativo al programma di trattamento (v. domanda  n° 17 - Come posso ottenere aiuto se ho problemi con l'alcol?). Offriti di recarti con lui alla prima visita del programma di trattamento o, se possibile, al gruppo di aiuto.
  • Chiama un amico - se l'alcolista ancora rifiuta di chiedere aiuto, chiedi ad un amico di parlare con lui. Un amico che sia un alcolista in trattamento può essere particolarmente persuasivo; tuttavia qualunque amico fidato e privo di pregiudizi può essere in grado di fare la differenza. E' spesso necessario l'intervento di più persone, per più volte per persuadere l'alcolista a cercare aiuto.
  • L'unione fa la forza - Con l'aiuto di un terapeuta professionista, alcuni nuclei familiari si uniscono a parenti ed amici per confrontare l'alcolista in gruppo. Se da un lato questo approccio può rivelarsi efficace, dall'altro è necessario condurre questo tipo di intervento sotto la guida di un terapeuta esperto nella terapia di gruppo.
  • Fornisciti di un valido supporto - Indipendentemente del fatto che l'alcolista chieda o no aiuto, puoi beneficiare dell'incoraggiamento e del supporto di altre persone nella tua stessa situazione. I gruppi di aiuto per familiari di alcolisti, forniti da alcune associazioni pubbliche e private, includono SerT, N.O.A., GIMOF, Al-Anon, Alateen e CAT (v. domanda n°17 Come posso ottenere aiuto se ho problemi con l'alcol?). Questi  gruppi aiutano i familiari a comprendere che non si è responsabili dell'alcolismo del proprio congiunto e che solo lui deve intraprendere il cammino per prendersi cura di se stesso, indipendentemente dall'aiuto chiesto dal familiare. (v. Informazioni di riferimento per il trattamento).
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22 - Che cosa sono i gruppi di aiuto?

Sono gruppi di terapia per gli alcolisti o per i loro familiari, assistiti da personale professionale o non, basati sul mutuo aiuto, sul rafforzamento delle motivazioni di cura, sul cambiamento degli aspetti cognitivi e comportamentali tipici dell'alcolismo. Tali mutamenti conducono a un radicale sovvertimento dello stile di vita alcolista: presupposto essenziale per tutti i gruppi di terapia è l'astinenza totale e definitiva dall'alcol. Per conoscere più approfonditamente i tipi e i programmi dei diversi gruppi v. domanda n° 17 Come posso ottenere aiuto se ho problemi con l'alcol? e le Informazioni di riferimento per il trattamento . Una partecipazione regolare agli incontri e la solidarietà tra i componenti del gruppo costituiscono una garanzia di base per il mantenimento dell'astinenza.
[CESTEP]
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23 - E' sicuro bere durante la gravidanza?

No. Bere durante la gravidanza può rappresentare un serio rischio per gli effetti dannosi sulla salute del neonato. Tali effetti vanno dal ritardo mentale, alle anomalie organiche, all'iperattività nell'apprendimento e a problemi comportamentali. In più molti di questi disordini permangono nell'età adulta. Sebbene non si sappia con esattezza la quantità di alcol richiesta per causare tali disordini, è certo che tali problemi sono completamente prevenibili se una donna si astiene dall'alcol durante la gravidanza. Lo stesso ragionamento è riferibile alle donne che desiderano rimanere incinte ( v. anche Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il bollettino Alcohol Alert No. 13: Sindrome Alcolica Fetale ed il pamphlet L'Alcol e la tua gravidanza).
[NIAAA]
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24 - Quando si invecchia, l'alcol influisce sull'organismo in
modo differente?

Sì. Quando una persona invecchia, alcune funzioni mentali e fisiche tendono a declinare, come la vista, l'udito e il tempo di reazione. Inoltre altri mutamenti fisici associati all'invecchiamento possono far sentire le persone più anziane "su di giri" dopo l'assunzione di quantità anche modeste di alcol. Questi fattori combinati rendono le persone anziane più inclini ad avere problemi alcol-correlati: cadute, incidenti automobilistici ed altro.
In aggiunta, le persone anziane tendono a prendere più medicine di quelle giovani e la miscela con l'alcol di medicinali da banco e da prescrizione può essere pericolosa, persino fatale (v. domanda n° 27 - Se si prendono medicinali da banco o da prescrizione, si deve smettere di bere?).
Inoltre molte condizioni mediche comuni tra gli anziani, incluse l'ipertensione e l'ulcera, possono peggiorare con il bere. Anche se non vi sono ragioni di ordine medico per evitare l'uso di alcolici, gli uomini e le donne anziane dovrebbero limitare l'assunzione di alcol ad un bicchiere al giorno (v. anche  Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il pamphlet Pagina sull'Età: Invecchiamento e Abuso Alcolico e il bollettinoAlcohol Alert No. 40: Alcol e Invecchiamento).
[NIAAA]
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25 - L'alcol agisce sul corpo femminile in modo differente
rispetto a quello maschile?

Sì. Le donne restano intossicate più degli uomini dopo aver bevuto la medesima quantità di alcol, anche tenendo conto delle differenze di peso. Ciò avviene a causa del minor contenuto d'acqua  del corpo femminile rispetto a quello maschile. Dal momento che l'alcol si miscela con i liquidi corporei, un determinato quantitativo di alcol diviene più concentrato nel corpo di una donna rispetto a quello di un uomo. Questa è la ragione per la quale il limite di alcol raccomandato per le donne è inferiore (v. domanda n°2 - Quando il consumo dell'alcol diventa patologico?).
Inoltre la donna paga un prezzo più pesante dell'uomo: la dipendenza alcolica e i problemi medici alcol-correlati, come i danni al cervello e al fegato, progrediscono più rapidamente (v. anche Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il bollettino Alcohol Alert No. 10: L'Alcol e le Donne).
[NIAAA]

Due recenti studi indicano che le donne sviluppano la tendenza alla "riduzione" del cervello e ai danni alle capacità mnemoniche più rapidamente della controparte maschile che beve. Il dr. Daniel W. Hommer e i suoi collaboratori del NIAAA (National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism) riferiscono, su un saggio del febbraio 2001 della rivista American Journal of Psychiatry, che il cervello delle donne è più vulnerabile ai danni provocati dall'alcolismo. Lo studio è il primo a dimostrare la differenza tra i due sessi nella "riduzione" cerebrale, così comune tra gli alcolisti. I ricercatori hanno scoperto che, mentre gli alcolisti maschi, in astinenza da tre settimane, mostravano segni di "riduzione" cerebrale se confrontati con maschi sani, la differenza tra donne alcoliste e sane era molto più marcata.
Questa riduzione riflette probabilmente la morte delle cellule cerebrali.
La riduzione cerebrale aumenta con l'età in tutti noi, afferma Hommer. "Il precoce decremento del cervello rilevato negli alcolisti può renderli più vulnerabili al declino cognitivo e alla demenza quando invecchiano. L'alcolismo è legato alla demenza e questi studi suggeriscono che le donne alcoliste sono particolarmente a rischio".
Un secondo studio, pubblicato nel febbraio 2001 da Susan F. Tapert su Alcoholism: Clinical & Experimental Research, è incentrato sugli effetti del consumo di alcol sulla riduzione di una particolare zona del cervello - l'ippocampo - che è critica per la memoria. Sebbene entrambi i sessi appaiano essere colpiti dagli effetti neurologici tossici dell'alcol, le donne spesso hanno storie più brevi di bevute pesanti prima di sperimentare gli stessi effetti avversi, scrive Tapert. Gli studi indicano che il danno cerebrale nella donna avviene più velocemente che tra gli uomini e si evidenzia persino nelle bevitrici adolescenti. 
"Abbiamo condotto diversi studi comparativi sulle capacità del pensiero e della memoria in adolescenti" dice la Tapert, "anche nel caso in cui le donne non stessero bevendo da così lungo tempo rispetto agli uomini". Gli studi indicano che il danno cerebrale femminile avviene più rapidamente persino in bevitrici adolescenti. "Abbiamo scoperto che le capacità di ricordare informazioni, risolvere problemi spaziali come lavorare con mappe e puzzle, ed eseguire calcoli mentali di aritmetica erano meno accurate nelle giovani che bevono pesantemente. Le parti del cervello che mostravano le differenze sono dislocate in aree preposte all'orientamento nello spazio e all'elaborazione delle informazioni, dalle quali siamo bombardati quotidianamente".
[AlcAbout]

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26 - L'alcol fa bene al cuore. E' vero?

Alcuni studi riportano che i bevitori moderati - coloro che assumono 1-2 bicchieri al giorno - sono meno inclini a sviluppare malattie cardiache rispetto ai non bevitori o ai forti bevitori. Piccole quantità di alcol possono proteggere da danni coronarici aumentando il livello di colesterolo "buono" HDL e riducendo il rischio di emboli nelle arterie coronarie.
Se sei astemio tuttavia non è il caso che inizi a bere perché il tuo cuore ne tragga beneficio: si può ottenere una protezione efficace contro i danni coronarici attraverso un'attività fisica regolare e una dieta povera di grassi. E se sei incinta o stai programmando di avere un figlio, se sei stato diagnosticato come alcolista, oppure presenti un quadro clinico che può peggiorare con l'uso dell'alcol, allora non devi bere.
Anche per i bevitori sociali la moderazione rappresenta il fattore chiave: il bere pesantemente può subito incrementare il rischio di danni cardiaci, infarti, ipertensione così come essere causa di molti problemi medici come la cirrosi epatica (v. anche Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il bollettino Alcohol Alert No. 16: Il Bere Moderato).
[NIAAA]
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27 - Se si prendono medicinali da banco o da prescrizione,
si deve smettere di bere?

E' preferibile. Più di 100 principi attivi nei medicinali interagiscono con l'alcol, provocando un maggior rischio di malattie, danni e, in alcuni casi, di morte. Gli effetti dell'alcol sono esaltati dai farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale, come le pillole per il sonno (ipnoinducenti), gli antistaminici, gli antidepressivi, gli ansiolitici e alcuni analgesici. Inoltre i medicinali per alcune malattie, come il diabete e i danni cardiaci, possono essere pericolosi se presi insieme all'alcol. Se stai prendendo medicine da banco o da prescrizione, chiedi al tuo medico curante o al farmacista se puoi bere alcolici in sicurezza. (v. anche Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il bollettino Alcohol Alert No. 27: Interazioni Alcol-Farmaci).
[NIAAA]
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