S.Mu.G.A.P.
Servizio Multidisciplinare
Gioco d'Azzardo Patologico

direttore: Dr. Michele G. Sforza
coordinatore: Dr. Stefano Oliva

SOMMARIO

 1

Che cos'è il gioco d'azzardo

 2

Breve storia del gioco d'azzardo

 3

Gioco d'azzardo: vizio o malattia?

 3.1

Il vizio e la malattia

 3.2

 

Quando il vizio diventa malattia?

 3.3

 

Perché questo accade?

 4

Che cos'è il Gioco d'Azzardo Patologico

 5

Chi sono i giocatori patologici

 6

Che cosa prova il giocatore d'azzardo

 7

Perché si continua a giocare

 8

I sintomi del Gioco d'Azzardo Patologico

 8.1

 

I sintomi

 8.2

 

L'astinenza

 8.3

 

Le conseguenze del Gioco d'Azzardo Patologico

 9

Evoluzione del Gioco d'Azzardo Patologico

10

Come riconoscere il giocatore patologico

11

Si può curare?

12

Come curarlo

13

Il nostro programma di trattamento.

1- Che cos'è il gioco d'azzardo

Il gioco d'azzardo è un'attività ludica che ha tre caratteristiche fondamentali:

Lo scopo del gioco è l'ottenimento di un premio (denaro, beni materiali, buoni ecc.)

Per parteciparvi è necessario rischiare una somma più o meno ingente di denaro o equivalenti (propri beni ecc.)

La vincita è più dovuta al caso che alla perizia del giocatore.

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2 - Breve storia del gioco d'azzardo

La storia del gioco d'azzardo è strettamente legata alla storia dell'uomo, tanto che i primi cenni a questa attività si riscontrano addirittura nel 3000-4000 a.C. Nella civiltà egiziana, infatti, era già praticato il gioco dei dadi (il termine "azzardo" deriva dal francese "hasard", a sua volta termine di origine araba, "az-zahr", che significa proprio "dadi"). Più a est, in India, Giappone e Cina, si hanno testimonianze di forti scommesse, sia al gioco dei dadi che alle corse dei carri.
Non da meno, nella Roma imperiale, personaggi come Nerone, Caligola, Claudio furono certamente accaniti giocatori (oggi probabilmente diremmo "giocatori patologici o compulsivi").
Connaturata con il gioco d'azzardo, inoltre, pare essere la propensione per il barare, confermata dal ritrovamento di dadi appesantiti da un lato.
Se il gioco dei dadi vanta la storia più lunga, nei secoli a noi più vicini c'è stata una notevole espansione delle modalità di gioco, a partire dalle scommesse sui cavalli ("lo sport dei re"), alle lotterie, delle quali si ha testimonianza dai secoli XVI-XVII. La roulette fu inventata nel XVI secolo dal filosofo Blaise Pascal, mentre le slot-machine nel 1895 dall'americano Charles Fay.
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3 - Gioco d'azzardo: vizio o malattia?

3.1 - Il vizio e la malattia

Spesso capita di sentirsi dire: "Ho il vizio del bere; del gioco..."; più raramente invece le persone affermano: "Sono un alcolista; un fumatore dipendente (tabagista); un giocatore patologico". Ma l'alcol, il fumo, il gioco d'azzardo sono vizio o malattia? La risposta più corretta è: dipende! Bisogna innanzitutto intendersi sui termini.
Il vizio, infatti, è un comportamento deliberatamente messo in atto, al quale si riferiscono connotati moralistici negativi. In sostanza è un comportamento:

VOLONTARIO

il soggetto può interromperlo a suo piacimento

CRITICATO

"non bisognerebbe farlo, però...".

La malattia invece è una condizione che il soggetto subisce e che lo priva di qualcosa (della salute in primo luogo).
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3.2. - Quando il vizio diventa malattia?

Il fumo, l'alcol, il gioco d'azzardo rimangono un "vizio" finché non insorgono le caratteristiche tipiche della dipendenza e cioè:

la TOLLERANZA

bisogno di sempre più sostanza o più gioco per ottenere lo stesso livello di eccitamento

l'ASTINENZA

nervosismo, ansia, tremori se si tenta di smettere

la PERDITA DI CONTROLLO

presunta capacità di poter smettere, senza riuscirci nella realtà.

Così come esistono bevitori sociali e fumatori occasionali, esistono altresì giocatori sociali, per i quali il gioco d'azzardo rimane un'attività di divertimento, in cui investire deliberatamente parte del proprio tempo e del proprio denaro (circa il 95-96% di chi gioca d'azzardo o di chi beve alcolici). Per alcune persone, tuttavia, quello che sembrava un semplice vizio si trasforma in una vera e propria "schiavitù", coinvolte come sono in dinamiche "prive di controllo".
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3.3 - Perché questo accade?

Probabilmente esiste una predisposizione alla dipendenza generata da fattori:

BIOLOGICI

deficit del sistema neurotrasmettitoriale della ricompensa, fattori ereditari ecc.

AMBIENTALI

pressione sociale, ambiente familiare e suoi valori ecc.

PSICOLOGICI

volontà di autopunizione, necessità di fuga e di eccitazione, sensazione di poter controllare l'esito del gioco!

I soggetti predisposti che vengono in contatto con la sostanza o il comportamento possono sviluppare più facilmente un abuso e, in seguito, una dipendenza. Questa evoluzione, nella maggior parte dei casi, è subdola e progressiva, manifestandosi "senza che ce ne si accorga". E' bene ricordarsi che qualsiasi tipo di gioco d'azzardo può sviluppare una dipendenza, esattamente come qualsiasi tipo di bevanda alcolica o di tabacco.
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4 - Che cos'è il Gioco d'Azzardo Patologico (GAP)

Il Gioco d'Azzardo Patologico (GAP) è una malattia mentale che è stata classificata dall'Associazione Psichiatrica Americana (APA American Psychiatric Association) all'interno dei "Disturbi del controllo degli impulsi" e che ha grande affinità con il gruppo dei Disturbi Ossessivo-Compulsivi (DOC) e soprattutto con i comportamenti d'abuso e le dipendenze.
Il sistema classificativo DSM (Manuale Statistico-Diagnostico) nella sua IV versione (DSM-IV; 1994) propone i seguenti criteri diagnostici e la seguente definizione:
"Mostrate un persistente e ricorrente comportamento di gioco d'azzardo disadattivo, in cui il bisogno di giocare è incontrollabile e vi riconoscete in almeno 5 delle situazioni elencate di seguito:

1

Siete completamente assorbiti dal gioco d'azzardo (rivivete esperienze di gioco del passato, soppesate o programmate la prossima avventura, pensate senza sosta a come ottenere il denaro per giocare).

2

Dovete aumentare costantemente le puntate per arrivare allo stesso livello di eccitazione.

3

Non riuscite in alcun modo a controllare, diminuire o interrompere le giocate.

4

Vi sentite irrequieti e irritabili se cercate di ridurre o interrompere il gioco d'azzardo.

5

Giocare è un modo di fuggire dai problemi, dal senso di colpa, dall'ansia o dalla depressione.

6

"Rincorrete le perdite" (per esempio raddoppiate le puntate per vincere tutto in una volta e rifarvi delle perdite).

7

Mentite ai familiari, al terapeuta e ad altri per occultare l'entità del vostro coinvolgimento nel gioco.

8

Avete commesso azioni illegali (falsificazione, frode, furto, appropriazione indebita) per finanziare le giocate.

9

Avete rischiato o perso una relazione significativa, il lavoro, opportunità di studio o di carriera a causa del gioco.

10

Fate affidamento su altri per reperire il denaro con cui sanare una situazione finanziaria disperata a causa del gioco.

I giocatori compulsivi (o patologici) sono perciò quegli individui che si trovano cronicamente e progressivamente incapaci di resistere all'impulso di giocare. Il loro comportamento compromette e distrugge le loro relazioni personali, matrimoniali, familiari e lavorative.
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5 - Chi sono i giocatori patologici

Il giocatore patologico non presenta caratteristiche somatiche, di età, di sesso o di classe sociale che lo rendano "riconoscibile".
Tuttavia, dal punto di vista psicologico, più frequentemente è un individuo con struttura della personalità narcisista, dipendente e impulsiva. Spesso, sotto una facciata boriosa, nasconde un'autostima molto bassa.
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6 - Che cosa prova il giocatore d'azzardo

L'esperienza dell'azzardo è spesso descritta come "eccitante" o addirittura "esaltante". Effettivamente sono state riscontrate notevoli modificazioni fisiologiche e psicologiche (tensione muscolare, pallore, intensa sudorazione, inquietudine, eccitazione psicomotoria), che testimoniano le perturbazioni interne indotte dal comportamento. Queste modificazioni vengono percepite come gratificanti.
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7 - Perché si continua a giocare

La prima domanda che ci si pone davanti ad una persona che si è rovinata con il gioco è: "Ma perché non si è fermato prima?".
Nelle dipendenze, in realtà, si determina tutta una serie di circoli viziosi che automantengono il comportamento. Nello specifico del gioco d'azzardo il principale tra essi è il "chasing", cioè l'inseguimento delle perdite. Spesso infatti dopo una prima fase caratterizzata da vincite esaltanti, la tendenza dell'individuo predisposto all'abuso è di "rincorrere" altre vincite, aumentando la frequenza di gioco e le puntate. Quando inizia a perdere, attribuisce ciò ad un "periodo sfortunato" e tende ad aumentare il fattore rischio, nell'illusione di poter ottenere vincite più alte. Le perdite a questo punto superano di gran lunga le vincite ed inizia così la fase dell'inseguimento delle perdite (chasing), cioè il tentativo di recuperare il denaro perduto con un "colpo di fortuna". Il gioco viene ora visto come l'unica possibilità di redenzione e recupero.
Si schematizzano nella PAGINA COLLEGATA i principali "circoli viziosi" attivi nel gioco d'azzardo patologico.
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8 - I sintomi del Gioco d'Azzardo Patologico

8.1 - I sintomi

Se abbiamo compreso che il gioco d'azzardo patologico è una malattia, potremo presumere che, come tutte le malattie, anche questa determinerà i suoi sintomi sugli individui che ne sono affetti. In ogni malattia ci sono 3 categorie di sintomi: psichici, fisici,sociali.
Elenchiamo di seguito i principali sintomi prodotti del gioco d'azzardo patologico

SINTOMI PSICHICI
-

ossessione del gioco

   
-

senso di onnipotenza, presunzione

   
-

nervosismo, irritabilità, ansia

   
-

alterazioni del tono dell'umore

   
-

persecutorietà

   
-

senso di colpa, alterazioni della autostima

   
-

tendenza alla superstizione

   
-

aumento dell'impulsività

   
-
distorsione della realtà (minimizzare, enfatizzare)
SINTOMI FISICI
-

alterazioni dell'alimentazione

   
-
cefalea
   
-

conseguenze fisiche dell'utilizzo di sostanze stupefacenti o alcol

   
-

insonnia

   
-

sintomi fisici dell'ansia (tremori, sudorazione, palpitazioni ecc.)

SINTOMI SOCIALI
-

danni economici

   
-

danni morali

   
-

danni sociali

   
-

danni familiari

   
-

danni lavorativi

   
-

difficile gestione del denaro (spese impulsive)

   
-

isolamento sociale.

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8.2 - L'astinenza

Come tutte le dipendenze, anche il gioco d'azzardo patologico presenta dei sintomi d'astinenza, spesso molto intensi e caratterizzati da:

inquietudine, nervosismo
tremori
nausea, vomito
insonnia
altri

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8.3 - Le conseguenze del Gioco d'Azzardo Patologico

Il gioco d'azzardo patologico è una malattia molto grave!
Il gioco d'azzardo patologico è una malattia potenzialmente mortale!

Si è calcolato infatti che i tentativi di suicidio nei giocatori d'azzardo patologici sono fino a 4 volte superiori rispetto alla media dell'intera popolazione. A ciò bisogna aggiungere i danni creati dalla frequente associazione con altre dipendenze (politossicodipendenze o codipendenze), soprattutto da alcol e da altre sostanze stupefacenti.
Parimenti frequente è lo sviluppo di disturbi legati allo stress: dolori allo stomaco, ulcere, coliti, insonnia, ipertensione, malattie cardiache, emicranie ecc.
Le conseguenze più evidenti, inoltre, sono quelle più strettamente legate alle perdite finanziarie e dei propri beni; le ripercussioni sull'ambiente di lavoro, le separazioni e i divorzi, le conseguenze sui figli.
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9 - Evoluzione del Gioco d'Azzardo Patologico

L'evoluzione del gioco d'azzardo patologico è stata ben descritta da Custer (1982), come una successione di fasi che, dalla primitiva fase vincente, passando attraverso la fase perdente, culminano nella fase della disperazione.
A questo punto vi può essere il recupero, passando attraverso una fase critica, di ricostruzione e di crescita.
Le diverse fasi sono così caratterizzate:

FASE VINCENTE
-

gioco occasionale

   
-

vincite iniziali

   
-

gioco come rimedio (contro la depressione, l'ansia ecc.)

   
-

si prova piacere

FASE PERDENTE
-

gioco solitario

   
-

aumenta la quantità di denaro e tempo investiti

   
-

perdite prolungate

   
-

si pensa solo al gioco

   
-

si utilizzano coperture e menzogne

   
-

non si riesce a smettere di giocare

   
-

inseguimento delle perdite

   
-

sviluppo dei sintomi della dipendenza

   
-

si fanno debiti

FASE DI DISPERAZIONE
-

marcato aumento del tempo e denaro dedicati al gioco

   
-

isolamento sociale

   
-

panico

   
-

azioni illegali

   
-

arresti, divorzi

FASE CRITICA
-

desiderio di aiuto

   
-

speranza

   
-

tentativo realistico di sospensione

   
-

si torna a lavorare

   
-

si pianifica un risarcimento per i debiti contratti

FASE DI RICOSTRUZIONE
-

miglioramento nei rapporti familiari

   
-

miglioramento dell'autostima

   
-

pianificazione degli obiettivi

   
-

maggiore rilassatezza

FASE DI CRESCITA
-

diminuzione delle preoccupazioni legate al gioco

   
-

maggiore introspezione

   
-

nuovo stile di vita.

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10 - Come riconoscere il giocatore patologico

Ci sono alcuni strumenti che possono essere utili per valutare il rischio di essere affetti da questa patologia, anche se bisogna ricordare che una diagnosi di questo tipo può essere fatta esclusivamente da un medico specialista o da uno psicologo esperto.
Quello che segue è un breve test, elaborato dal South Oaks Gambling Screen:

1.
Quando giochi, torni spesso a giocare un'altra volta per rivincere i soldi persi?
2.
Hai mai affermato di aver vinto soldi col gioco d'azzardo, quando in realtà avevi perso?
3.
Ritieni di avere (o avere avuto) problemi col gioco d'azzardo?
4.
Hai mai giocato più di quanto volevi?
5.
Sei mai stato criticato per avere giocato d'azzardo?
6.
Ti sei mai sentito colpevole per il tuo modo di giocare d'azzardo per quello che succede quando giochi d'azzardo?
7.
Ti sei mai sentito come se avessi voglia di smettere di giocare, ma non potessi farlo?
8.
Hai mai nascosto ricevute delle scommesse, biglietti di lotteria, denaro destinato al gioco o qualsiasi altra cosa riguardante il gioco d'azzardo al tuo coniuge, ai tuoi figli o ad altre persone importanti nella tua vita?
9.
Hai mai discusso con le persone con cui vivi sul tuo modo di comportarti nei confronti del denaro?
10.
(Se hai risposto "sì" alla domanda 9) Le discussioni sul denaro riguardavano il fatto che tu giochi d'azzardo?
11.
Hai mai chiesto in prestito denaro a qualcuno senza restituirlo a causa del gioco d'azzardo?
12.
Hai mai sottratto tempo al lavoro (o alla scuola) a causa del gioco d'azzardo?
13.
Se hai chiesto in prestito denaro per giocare d'azzardo o per pagare debiti di gioco, da chi o dove lo hai preso in prestito?
    dai soldi di famiglia
    dal coniuge
    da altri parenti
    da banche o agenzie di credito
  tramite carte di credito
    dagli usurai ("strozzini")
    mettendo all'incasso azioni, obbligazioni o altri titoli
    vendendo proprietà personali o di famiglia
    emettendo assegni scoperti (a vuoto)
    hai (o avevi) un conto aperto con un allibratore
    hai (o avevi) un conto aperto con un casinò.

Se hai risposto "no" a tutte le domande, non hai problemi con il gioco d'azzardo;
se hai risposto "sì" da una a quattro domande, puoi avere qualche problema con il gioco;
se hai risposto "sì" ad almeno cinque domande, la diagnosi di gioco d'azzardo patologico è molto probabile, per cui sarebbe necessario consultare nel più breve tempo possibile uno specialista.
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11 - Si può curare?

Il gioco d'azzardo patologico, come tutte le dipendenze, è una malattia cronica, che abbisogna pertanto di un intervento terapeutico strutturato.
L'obiettivo della cura deve essere dapprima l'astinenza dal comportamento e successivamente il raggiungimento di una condizione di "sobrietà" cioè un cambiamento dello stile di vita che permetta di essere più forti verso le sempre possibili ricadute.
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12 - Come curarlo

Nessuno si reca dal medico se non ha un valido motivo per farlo. E' esperienza comune che solamente quando il mal di denti si fa insopportabile ci si convince di prendere un appuntamento dal dentista. La tendenza di una persona dipendente è quella di negare o minimizzare il problema e credere che "se solo volessi, potrei smettere... domani...". Il primo compito dello specialista deve essere allora quello di aumentare il livello di motivazione alla terapia con una serie di colloqui motivazionali.
Il passo successivo deve essere la stipula di un contratto terapeutico tra il paziente, la famiglia e il terapeuta, che comprende un eventuale ricovero, la strutturazione del programma terapeutico (colloqui individuali, gruppi psicoterapeutici e psicoeducazionali, terapia psicofarmacologica, gruppi per i familiari ecc.) e la pianificazione del rientro dai debiti, con eventuale assistenza legale.
La famiglia deve essere sempre aiutata ad imparare a conoscere questa particolare malattia e deve essere coinvolta nella gestione terapeutica del paziente.
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13 - Il nostro programma di trattamento

DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO
- PROGRAMMA DI TRATTAMENTO -

13.1
PRIMO COLLOQUIO
Diagnosi e valutazione della motivazione
.2
COLLOQUI MOTIVAZIONALI  
.3
DEFINIZIONE DEL CONTRATTO  
.3.1
  TRATTAMENTO RESIDENZIALE (3 settimane di ricovero)
.3.1.1
    Assessment fisico
psicologico/psichiatrico
socio-familiare
anamnesi specifica
test psicodiagnostici specifici
.3.1.2
    Terapia
eventuale disintossicazione e cura delle patologie correlate all'abuso
colloqui individuali • Psichiatra
• Psicologa
terapia psicofarmacologica • Anticraving
• Patologie correlate
area gioco • Gruppi di discussione e psicoeducazionali
• Gruppi psicoterapici
area socio-familiare • Colloqui con la famiglia
• Colloqui con il coniuge
• Colloqui con la coppia
• Gruppo familiare
.3.2
  TRATTAMENTO AMBULATORIALE  
.3.2.1
    After-care o pazienti esterni Colloqui individuali
Colloqui con la famiglia
Colloqui con la coppia
Terapie relative (eventuali)
Colloqui individuali di verifica
Psicoterapia individuale (eventuale)
Terapia psicofarmacologica (eventuale)
Controlli internistici e/o specialistici
Gruppi specifici (GGT = Gruppo Giocatori in Trattamento)
.4
ASSISTENZA LEGALE Invio ad un avvocato
.4.1
  PIANO DI RIENTRO DAI DEBITI  
.4.2
  AUTODIFFIDA DAI CASINÒ  
.4.3
  CONTATTO CON I CREDITORI  
.5
CONTATTO CON LE FAMIGLIE PER LA GESTIONE DEL DENARO  

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Dr. Stefano Oliva

Ultimo aggiornamento: 16/01/2004

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