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Alcolismo e problemi alcolcorrelati


Dal mondo

Più di un terzo degli studenti dei college U.S.A. può essere diagnosticato come affetto da disturbi alcolcorrelati.

Boston, 11 giugno 2002 (CAS - College Alcohol Study della Harvard School of Public Health) - Un nuovo studio mostra che il 6 percento degli studenti dei college risponde ai criteri per la diagnosi di alcoldipendenza (alcolismo), e il 31 percento risponde ai criteri clinici di abuso alcolico. Lo studio ha rilevato che oltre 2 studenti su 5 presentano almeno un sintomo di queste condizioni (alcolismo e abuso alcolico), ponendoli a rischio crescente di sviluppo di un vero e proprio disturbo alcolcorrelato. Precedenti studi sulle abitudini alcoliche nei college erano incentrati su tipo, frequenza e quantità di alcol consumato. Questo è il primo studio a stabilire l'entità attuale delle diagnosi riguardanti l'alcol tra gli studenti dei college.
“Le forti bevute sono molto spesso valutate solo come problema comportamentale”, ha affermato John R. Knight, Ispettore Capo dello studio e professore incaricato di Pediatria presso la Harvard Medical School. “Il nostro studio indica che molti studenti che bevono fortemente sono ad alto rischio di reali disturbi mentali - abuso alcolico e alcoldipendenza. Soprattutto l'alcoldipendenza può diventare una malattia cronica, quindi si dovrebbe fare di più per individuare ed aiutare gli studenti a rischio”.
I risultati sono stati divulgati oggi dai ricercatori della Harvard School of Public Health - College Alcohol Study (CAS) (www.hsph.harvard.edu/cas). L'articolo appare sul numero di Maggio 2002 del Journal of Studies on Alcohol.
I risultati ottenuti dai ricercatori si basano su un'indagine tra più di 14,000 studenti in 119 college a durata quadriennale. L'indagine includeva domande corrispondenti ai criteri stabiliti dall'American Psychiatric Association per la diagnosi dei disturbi alcolcorrelati, il più severo dei quali è rappresentato dalla dipendenza alcolica (l'abuso alcolico è un disturbo meno avanzato, sebbene assai serio).* Le direttive generali si trovano nel DSM-IV.
I forti bevitori occasionali (spesso denominati bevitori frenetici o compulsivi), e specialmente i bevitori occasionali con alta frequenza di forti bevute, sono a rischio crescente di disturbi alcolcorrelati. I forti bevitori occasionali sono per definizione gli uomini che assumono 5 o più bicchieri di seguito - o le donne che ne bevono 4 o più - almeno una volta nel corso delle due settimane che precedono il completamento del questionario da parte degli studenti. I bevitori occasionali con alta frequenza di forti bevute hanno consumato le stesse quantità almeno 3 volte nelle due precedenti settimane.
Le organizzazioni dei produttori di alcolici e alcuni educatori sull'alcol hanno avuto da ridire sullo standard di 5/4 bicchieri, indicandola come troppo bassa per essere considerata una forte bevuta occasionale. Tuttavia lo studio dimostra che il bere a questi livelli si associa ad un rischio molto più elevato di alcolismo. Ad esempio, 1 ogni 5 bevitori occasionali con alta frequenza è stato classificato come alcoldipendente (alcolista), in confronto ad 1 ogni 20 studenti della popolazione studentesca complessiva.
“La risultanza che un numero così elevato di studenti sia diagnosticabile come alcoldipendente o abusatore di alcol indica che i livelli di assunzione alcolica di troppi studenti sono pericolosamente alti. Ogni tentativo di minimizzare l'assunzione di alcolici nei college svanisce di fronte ai fatti”, asserisce il Dr. Henry Wechsler, Ispettore Capo del CAS.
Gli studenti che frequentano il college, in ambienti dove alta è la circolazione di alcol, hanno maggiori probabilità di incorrere nella diagnosi di abuso o di dipendenza. Gli studenti maschi sono a rischio più elevato rispetto alle femmine. Circa 1 maschio ogni 10 di età inferiore a 24 anni risponde nei college alla diagnosi di alcolismo nell'arco di 12 mesi, mentre per le donne il rapporto è di 1 a 20. A dispetto della diffusione di reali disturbi alcolcorrelati nei campus, pochi studenti riferiscono di essere alla ricerca di un trattamento. Solo il 6 percento degli studenti alcoldipendenti hanno fatto richiesta di trattamento.
“Per anni i college hanno offerto programmi di educazione sull'alcol. Nonostante ciò, i nostri risultati mostrano che i college devono non solo rafforzare i programmi di prevenzione, ma anche stabilire programmi per identificare per tempo i bevitori ad alto rischio ed assicurare la disponibilità di trattamento", ha detto Knight.
I ricercatori raccomandano che gli organismi giudiziari degli studenti e i servizi sanitari implementino programmi di identificazione precoce e che i college compiano ulteriori passi per incrementare la mobilitazione e la consapevolezza di studenti, personale delle residenze studentesche e consulenti nei confronti dei disturbi alcolcorrelati.
“Inoltre, se i college e le comunità nei loro dintorni non ridurranno la facilità di accesso all'alcol a buon prezzo, possiamo solo aspettarci che i college producano un flusso continuo di giovani alcoldipendenti”, ha affermato Wechsler.

* Lo studio ha definito una diagnosi di abuso alcolico come risposta positiva ad almeno uno dei quattro criteri di abuso e l'assenza di dipendenza. Ha determinato una diagnosi di dipendenza come risposta positiva ad almeno tre dei sette criteri di dipendenza.

Le frequenze dei criteri specifici d'abuso sono stati:
• 27.2 % per l'uso di alcol in situazioni pericolose
• 26.7% per i problemi scolastici alcolcorrelati
• 12.4% per i problemi interpersonali ricorrenti
• 3.3% per i problemi legali ricorrenti
Le frequenze dei criteri di dipendenza sono stati:
• 17% per i sintomi di tolleranza
• 15% per aver bevuto di più o più a lungo di quanto inizialmente stabilito
• 8% per aver bevuto a dispetto di problemi fisici o psicologici
• 7% per aver passato una grande quantità di tempo in attività connesse all'uso di alcol
• Meno del 2% per sintomi d'astinenza.

Pubblicazione originale: “Alcohol Abuse and Dependence among U.S. College Students” John R. Knight, M.D., Henry Wechsler, Ph.D., Meichun Kuo, Sc.D., Mark Seibring B.S., Elissa R. Weitzman, Sc.D., and Marc A. Schuckit, M.D. Journal of Studies on Alcohol. 63(3): 263-270, Maggio 2002.

DISTURBI MENTALI: 1 FAMIGLIA SU 4 NEL MONDO HA UN MALATO IN CASA.

Milano, 30 ottobre 2001 (Adnkronos Salute) - Una famiglia su quattro nel mondo ha un malato mentale 'in casa', un parente che soffre di depressione, disturbi psicotici, epilessia, alcolismo o altri problemi neurologici: tutte 'sfumature' di un mal di vivere che attualmente colpisce 450 milioni di abitanti del pianeta. Lo ha affermato oggi a Milano il Dr. Benedetto Saraceno, direttore del Dipartimento Salute mentale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS = WHO), presentando il ''Rapporto 2001 sulla salute mentale nel mondo: nuove conoscenze e nuove speranze''. La relazione, on line sul sito Internet dell'agenzia ginevrina (www.who.int) dal 4 ottobre scorso e già disponibile in inglese e in francese, sarà presto tradotta in italiano nella doppia versione elettronica o cartacea.

31 ottobre 2001 - Al suddetto Rapporto 2001 è dedicato lo speciale di Radio 24 Il Sole 24 Ore, curato da Cristina Carpinelli che intervista proprio il Dr. Benedetto Saraceno direttore del dipartimento salute mentale e tossicodipendenza dell'OMS.
La mappa di intervento dell'OMS sui disturbi mentali: mancanza di urgenza, disinformazione, discriminazione e sottovalutazione. Sono questi i primi ostacoli da abbattere per riuscire ad intervenire sui disturbi mentali .La ricerca pubblicata dall'Organizzazione mondiale della sanità traccia la mappa del malessere mondiale evidenziando metodi, prospettive e critiche all'attuale sistema.
Anche l'alzheimer fa parte dei disturbi mentali che colpiscono una moltitudine di persone nel mondo: a questo si deve la seconda intervista alla presidente dell'Associazione Alzheimer Italia Gabriella Salvemi Porro.
Si possono ascoltare integralmente le interviste in archivio, collegandosi alla pagina del sito di Radio 24

Ultimo aggiornamento: 01/09/2004

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