Su di spirito - Cosa fare quando l'alcol diventa un problema - Ed. Franco Angeli

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5.1. La dipendenza: un problema umano

A volte la parola dipendenza viene usata per indicare una condizione psicologica, come il bisogno di appoggiarsi sempre ad altre persone: il contrario dell’indipendenza. Altre volte sembra indicare un legame costrittivo, obbligatorio con qualcosa da cui non ci si può liberare: per cui non è più questione di consapevolezza o scelta.

Nel linguaggio comune la parola “dipendenza” viene definita come quella condizione per cui una persona si trova nell’”impossibilità o incapacità di determinare da sola le condizioni della sua vita”. Deve pertanto appoggiarsi a qualcosa o a qualcuno per poter fare tutto ciò che da sola non è in grado di svolgere. Quindi il significato del termine dipendenza è sostanzialmente quello di non poter fare a meno di qualcosa o di qualcuno.


Sono tante le cose di cui non possiamo fare a meno.
Allora siamo tutti malati di dipendenza?

Certo penserei ad una definizione più ampia di dipendenza. Per l’essere umano dipendere da qualcosa o da qualcuno è una condizione “normale”, determinata dalla natura stessa dell’uomo, essere imperfetto, esposto alla necessità, al bisogno. Sono tante le cose da cui dipendiamo e di alcune non possiamo fare a meno per la stessa sopravvivenza fisica: ad esempio ci sono indispensabili l’ossigeno, il cibo, l’acqua e molti altri elementi.
Ma ci sono anche altre cose da cui dipendiamo non tanto per la nostra sopravvivenza fisica quanto per la qualità della nostra vita. Pensiamo, ad
esempio, al valore irrinunciabile che per noi hanno i legami con le persone care. Potremmo sopravvivere senza, ma che vita sarebbe? Le mancanze infatti sono sempre molto penose.
Ma anche le nostre abitudini piacevoli e perché no le nostre comodità sono importantissime, e rinunciarvi è sempre molto difficile.
Quindi dipendenza non è necessariamente sinonimo di malattia.


Anche l'alcol, pur non essendo una sostanza indispensabile per la vita, è fonte di soddisfazione per molti. Tante persone non se ne priverebbero facilmente. Come possiamo considerarlo dal punto di vista della dipendenza?

L’alcol, in effetti, non è una sostanza indispensabile per la sopravvivenza fisica, ma, in virtù delle sue proprietà “inebrianti”, può, sotto alcuni aspetti, rendere più gradevole la vita. Per molte persone la gratificazione che ricevono dal consumo di bevande alcoliche è tale che l’alcol diventa insostituibile.
Non dobbiamo sottovalutare infatti l’importanza di tanti fattori che punteggiano la nostra vita come, ad esempio, i momenti della convivialità, dell’alimentazione, dei rituali religiosi o laici e di tante altre situazioni nelle quali l’alcol ha un ruolo di primo piano.
Dalla maggior parte di coloro che bevono alcolici. senza danni, in modo regolato, sentiamo dire “al mio bicchiere di vino ai pasti o al mio drink della sera non saprei proprio rinunciare”. Considerando che, se fossero private degli alcolici, queste persone ne soffrirebbero un po’, non possiamo non pensare che anche questa è una forma di dipendenza. Ma se questo uso non comporta danni di nessun genere, non ci troviamo niente di patologico.


Con questo dici che a proposito di alcol ci sono tipi diversi di dipendenza?

In inglese si usano due parole diverse per indicare due forme della dipendenza: dependence, e addiction.


5.1.1. La dipendenza “normale” (dependence) e la dipendenza patologica (addiction)

Addiction: c’entra con l'addictus latino che era uno schiavo? Addictus era il debitore che diventava schiavo del creditore finché non aveva ripagato il debito...

.. deriva proprio da quel termine latino. Mentre con la parola dependence indichiamo le forme di dipendenza totalmente “benigne” e quindi non patologiche, con la parola addiction indichiamo le forme di dipendenza chiaramente “malate”, cioè una dipendenza che è una vera e propria schiavitù.
Infatti dopo aver visto le caratteristiche dell’ uso normale di una sostanza, possiamo capire facilmente come sia ben diversa la situazione quando una persona è costretta ad assumerne delle quantità sempre maggiori per avere lo stesso effetto gratificante o si trova a stare male se resta senza. Oppure quando l’assume senza averne alcun controllo, senza poterne ridurre le quantità e senza potersi fermare anche quando si rende conto che questa sostanza comincia a creare danni.
Negli ultimi decenni l’esperienza clinica sull’azione degli stupefacenti (es. eroina, morfina), e delle sostanze psicoattive come l’alcol e la ricerca sui comportamenti gratificanti (es. gioco d’azzardo) hanno permesso di capire più chiaramente il meccanismo della dipendenza e di mettere a punto tecniche di cura efficaci.
E più recentemente ci siamo resi conto che la dipendenza (patologica) può nascere, oltre che dall’uso di sostanze, anche da comportamenti gratificanti.
Pensiamo ad esempio a quelle persone che non si limitano più a giocare la schedina al sabato o a fare il pokerino con gli amici, ma che vivono col pensiero continuamente ed ossessivamente rivolto al gioco. Persone che arrivano a rovinarsi finanziariamente, distruggendo le loro vite e le loro famiglie e giungendo perfino al suicidio.


Anche nelle relazioni con le persone, forse certi attaccamenti “ossessionanti” sono delle vere e proprie addictions...

Certo, le compulsioni si assomigliano tutte: hanno dei punti di contatto sia per come vengono vissute dalle persone, sia per i comportamenti che innescano, sia dal punto di vista neurobiologico.
Queste modalità patologiche, che possono riguardare anche altri comportamenti come il cibo, lo shopping, il sesso, la navigazione in Internet, il lavoro ecc., ci mostrano come alcune persone vengono totalmente catturate e ossessionate da queste attività, al punto che tutta la loro vita ruota esclusivamente intorno a queste cose, fino a trascurare ogni altro interesse e addirittura a rovinarsi. Oggi sappiamo che questi comportamenti compulsivi sono forme di dipendenza patologica come quelle
verso le droghe e le consideriamo delle vere e proprie malattie. Si parla infatti di “gioco d’azzardo patologico”, sexual addiction (compulsione sessuale), shopping compulsivo. internet addiction sindrome, workaholism (dipendenza da lavoro) e così via.

 

Nota: tutto il materiale contenuto nelle pagine del sito www.cestep.it, riferentesi al volume "Su di spirito. Cosa fare quando l'alcol diventa un problema", compreso il documento "Pagine da Su di spirito.pdf", è soggetto alle leggi del copyright, del quale è detentrice la FrancoAngeli s.r.l. di Milano. Per tale motivo è vietata la riproduzione e la diffusione di ogni sua parte con qualsiasi mezzo. La pubblicazione parziale su questo sito è resa possibile dall'esplicita autorizzazione dell'Editore e dal consenso degli Autori.

 

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