Su di spirito - Cosa fare quando l'alcol diventa un problema - Ed. Franco Angeli

Torna all'indice del volume

6.1. I segni del problema alcol

OMISSIS

6.1.1. Riconoscere i segnali del problema alcol. Gli ostacoli

Questo vale in generale. Ma per i problemi di alcol ci sono difficoltà particolari? È facile accorgersi dei segni di un problema di alcol? Incominciamo da chi sta vicino al bevitore: familiari, amici...

Se intendi “è facile arrivare a una diagnosi?”, la risposta è, no, non è sempre così immediato arrivare alla diagnosi di abuso alcolico o di alcolismo. I familiari possono non riuscire a collegare subito i segni all’abuso di alcol, e, a volte, non è facile neppure per un medico esperto, per una serie di ragioni che vale la pena di approfondire.
I tempi di comparsa dei disturbi il più delle volte non sono brevi: spesso passano degli anni prima che l’abuso dia origine a sintomi evidenti. Spesso i disturbi incominciano in forma lieve e per un certo tempo non creano gravi disagi o dolori. Questo accadrà col tempo se l’abuso alcolico continua, ma fino a quando il bubbone non scoppia, l’alcolista tende a minimizzare i sintomi del bere patologico e a non dare loro importanza, a “passarci sopra”. Solo più tardi, a volte dopo anni, i disturbi saranno così gravi ed evidenti da non poter più passare inosservati, e dovranno essere presi in considerazione. Ma c’è il rischio che sia ormai troppo tardi.

OMISSIS


La minimizzazione e la negazione


OMISSIS


Minimizzare vuoI dire non dare a un problema il giusto peso. Ma come fa l’alcolista a continuare a raccontarsela?

Riesce a farlo con un altro meccanismo di difesa ancora più potente, che è la negazione. Che significa nascondersi un problema “negandone” l’esistenza, comportandosi cioè come se non ci fosse. Rappresenta un fenomeno tipico di tutte le dipendenze, in particolare di quella alcolica, al punto che l’alcolismo è stato anche definito “la malattia della negazione”. L’alcolista dice agli altri, ma soprattutto a se stesso, “io non ho nessun problema con l’alcol, va tutto bene”.

OMISSIS

6.1.2. Riconoscere il problema. Come ci arrivano i familiari, gli amici, i conoscenti

Riconoscere il problema è un passo necessario per innestare il percorso di cura. Ma di fatto come ci si arriva?

Per riconoscere il problema è indispensabile che scatti l’allarme e che questo venga raccolto per poter affrontare la questione e innescare il processo di cura.


Ma se il meccanismo è così costrittivo, se l’alcolista è prigioniero dell’alcol, come fa ad arrivare a riconoscere il problema? Solitamente chi avverte per primo i campanelli d’allarme e si accorge dei problemi dovuti all’alcol?

In teoria il primo a rendersi conto dovrebbe essere il diretto interessato cioè l’alcolista, ma, di fatto, i fenomeni di negazione e minimizzazione spesso non gli permettono la consapevolezza. A volte ci riesce, a volte no e in questo caso può finire molto male. Per fortuna in molte occasioni ci sono altri che se ne accorgono al posto suo.
Allora i primi a sollevare il problema sono coloro che vivono accanto all’alcolista, i familiari, gli amici, i colleghi e i datori di lavoro. Oppure altre figure professionali e sociali che vengono a contatto direttamente o indirettamente col suo problema: il medico di famiglia, altri specialisti ai quali l’alcolista si rivolge (psicologo, psichiatra, epatologo, neurologo, assistente sociale, consulenti familiari ecc.), gli insegnanti dei figli o i curanti di un altro membro della famiglia.


E che cosa succede nei diversi casi? Vengono osservate le stesse cose, gli stessi segni?

Si rende conto la famiglia

Spesso i primi ad accorgersi del problema sono i familiari del bevitore che vedono cambiare l’aspetto, il comportamento e l’umore del loro congiunto. Lo vedono magari preoccupato senza che ci siano dei motivi evidenti o in modo sproporzionato rispetto alla realtà. Lo vedono spesso distratto, assente: trascura i figli, i parenti, gli amici, mette da parte le sue attività, i suoi divertimenti e interessi, diventa apatico, non esce più, si isola. Notano che da qualche tempo appare irritabile, scontroso, litigioso, scoppia per un nonnulla, non gli si può parlare. A volte diventa violento e offensivo se non passa addirittura a vie di fatto malmenando coniuge e figli. Oppure, al contrario, appare inerte, apatico e si appisola continuamente a qualsiasi ora del giorno. Lo si sente lamentarsi di avere problemi che però non definisce bene o di essere depresso dando sempre la colpa a qualcosa o a qualcuno ma senza far nulla per affrontare la situazione.
Il bevitore tende anche a rimandare gli impegni: “lo faccio domani”, è la frase più frequente, si trascura nell’abbigliamento, nella cura della persona e diventa trasandato e ciabattante. La frequenza degli incidenti d’auto è impressionante, magari piccoli incidenti nel parcheggiare o nel valutare le distanze (striscia le fiancate, rompe lo specchietto laterale, urta il marciapiede ecc.) ma ripetuti con una frequenza sospetta. Il bevitore dorme poco e male, lamenta vari disturbi fisici, spesso è in stato di ansia o di depressione. Si assenta frequentemente dal lavoro lamentando disturbi vari. Spesso è ripreso dai superiori e rischia di perdere il suo posto di lavoro. Il suo alito puzza di alcol e, quando glielo si fa notare, nega con forza o succhia mentine in continuazione per mimetizzare l’odore alcolico. In famiglia tutti notano che gli alcolici in casa durano poco e il loro livello diminuisce inspiegabilmente. Anche in questo caso ci sarà negazione e la colpa verrà attribuita sempre ad altri. Spesso lo si vede in stato di alterazione, magari non grave ma tale da non farlo sembrare la stessa persona. Altre volte invece beve in modo smodato tanto da tornare a casa ubriaco.
Sono queste ed altre ancora le modalità che permettono ad un familiare di accorgersi che il loro congiunto può avere problemi di alcol. All’inizio si potrà anche pensare che quei problemi possono esser dovuti ad altre cause (preoccupazioni. farmaci, depressione ecc.) ma col tempo il collegamento col bere diventerà evidente. Possiamo facilmente intuire che le situazioni che abbiamo descritto procurino forte disagio a tutta la famiglia; quanto prima qualcuno dei familiari solleverà il problema tanto prima si troveranno delle soluzioni per vivere tutti un po’ meglio.


OMISSIS

6.1.4. Come ci arriva l’alcolista

Quando si accorge il soggetto stesso

Riconoscere di avere dei problemi dovuti al bere. A questa situazione raramente il bevitore arriva in tempi rapidi. Per i motivi che abbiamo visto, questa consapevolezza compare di rado dopo i primi disturbi. Quando succede, il vantaggio è evidente: quella persona potrà curare i suoi disturbi prima che si aggravino e, sospendendo l’alcol, eliminare totalmente la causa dei suoi mali.
Purtroppo non sempre si verifica questa “autodiagnosi” precoce. Il più delle volte sono necessari tempi lunghi e sofferenze varie prima che scatti la consapevolezza.


Solitamente cosa fa scattare la consapevolezza?

Per molto tempo l’alcolista tende a dilazionare il momento in cui dovrà ammettere la causa dei suoi disturbi e cioè l’alcol. Per tanto tempo sotto sotto lo sa ma nega e rimanda: si racconta bugie per non privarsi dei vantaggi della sostanza. Ma quando gli svantaggi tendono a superare i vantaggi, ecco quello è un momento di svolta, il giro di boa da cui può scaturire la consapevolezza di avere un problema con l’alcol. È qui che comincia a nascere la motivazione a curarsi.

 

Nota: tutto il materiale contenuto nelle pagine del sito www.cestep.it, riferentesi al volume "Su di spirito. Cosa fare quando l'alcol diventa un problema", compreso il documento "Pagine da Su di spirito.pdf", è soggetto alle leggi del copyright, del quale è detentrice la FrancoAngeli s.r.l. di Milano. Per tale motivo è vietata la riproduzione e la diffusione di ogni sua parte con qualsiasi mezzo. La pubblicazione parziale su questo sito è resa possibile dall'esplicita autorizzazione dell'Editore e dal consenso degli Autori.

 

Ritorna ad inizio pagina
Indice del volume

Inizio pagina


Se il vostro browser non visualizza i pulsanti di collegamento, selezionate le pagine dai link sottostanti

Home Page

Alcolismo

Disturbi alimentari

Gioco d'azzardo

Contatti

FAQ su alcolismo

Profili medici

Su di spirito

Centri d'aiuto

Link

Libri

Pubblicazioni

Novitą

Archivio

Aiutodipendenze

Testimonianze

Forum

Sommario

Per informazioni di carattere medico inviare l'e-mail a: staff.medico@cestep.it
Webmaster: webmaster.guido@cestep.it

Copyright © 2001-2008 Centro per lo Studio e la Terapia delle Psicopatologie