La
Risonanza Magnetica Nucleare dell'encefalo nell'alcoldipendenza
Correlazioni fra danni anatomici e funzionali
Michele
G. Sforza
Direttore del Ce.S.Te.P.
Direttore del Servizio Multidisciplinare Alcologia della
Casa di Cura "Le Betulle" di Appiano Gentile (Co)
Michele
Morelli
Coordinatore del Servizio Multidisciplinare DCA della
Casa di Cura "Le Betulle" di Appiano Gentile (Co)
Coautori:
Binda M.; Cecconi P.;
Rusconi M.L.; Smit G.; Sironi A.
Introduzione
È
noto che l'abuso di alcolici (in relazione alla quantità di alcol
ingerito e ai tempi di assunzione) può determinare danni cerebrali
con conseguenti deficit neurologici e deterioramento cognitivo.
Scopo del presente studio è quello di verificare i dati già
noti della letteratura sull'atrofia cerebrale e cerebellare alcolica con
uno studio mediante risonanza magnetica nucleare (RMN), ricercare
quindi correlazioni tra danni anatomici e la corrispondente sintomatologia
clinica obiettivabile con l'esame neurologico, individuare e quantificare,
infine, i danni delle funzioni cognitive, svolgendo un'indagine mediante
l'esame neuropsicologico (NPS).
Materiali
e metodi
Pazienti:
sono stati studiati 30 pazienti etilisti, 20 maschi e 10 femmine, di età
media 40,8 (range 25-59), con scolarità variabile fra 5 e 17 anni,
in un arco di 2 anni. Per 27 dei 30 pazienti considerati l'abuso alcolico
aveva una durata >10 anni, per 3 una durata <10 anni. La quantità
media di alcol assunta nell'ultimo anno era <100 gr/die per 8 pazienti,
100-200 gr/die per 11 pazienti, 200-300 gr/die per 4 pazienti, >300
gr/die per 7 pazienti.
Tutti i pazienti sono stati sottoposti a una serie di indagini comprendenti:
esami ematochimici, esame delle urine, visite internistiche, Rx torace,
ECG, EEG, ecografia epato-pancreatica, visita neurologica, esame neuropsicologico,
test di Rorschach, RMN dell'encefalo.
Sono stati esclusi pazienti che presentavano sintomi e segni obiettivi
di patologia del sistema nervoso centrale (esempio: encefalopatia epatotossica,
lesioni lacunari, etc.).
L'esame delle funzioni cognitive è stato eseguito nel corso della
terza settimana del ricovero in clinica, cioè dopo almeno 2-3-
settimane dalla sospensione di eventuali sintomi carenziali e di effetti
collaterali sedativi della eventuale terapia psicofarmacologica.
Risonanza
Magnetica Nucleare
È
stata scelta tale metodica, per la sua maggiore sensibilità che
consente una migliore valutazione soprattutto in sede sottotentoriale,
dove, all'indagine tomodensitometrica si possono avere artefatti. Sono
state ricercate eventuali lesioni demielinizzanti. È stato utilizzato
un apparecchio da 0,3 tesla, a magnete permanente con tecnica spin-eco
T1-T2 pesata e in densità protonica con acquisizioni assiali sopraorbitomeatali.
Non si è usato in nessun paziente mezzo di contrasto paramagnetico.
Per la valutazione del grado di atrofia si è usato il metodo di
Hahn e Rin che prende in considerazione il rapporto bifrontale e il rapporto
bicaudato.
Esame
neuropsicologico
È
stata somministrata una batteria di test, di uso comune in ambito clinico,
atta a valutare le seguenti funzioni cognitive: orientamento spazio-temporale;
memoria verbale a breve e lungo termine; memoria spaziale a breve termine;
attenzione; intelligenza non verbale; linguaggio; percezione visuo-spaziale.
I punteggi ottenuti nelle singole prove sono stati corretti in base all'età
e alla scolarità dei pazienti (v. tab. 1a e 1b).
Mini
Mental State (versione Italiana):
consiste
in una batteria di screening delle funzioni cognitive atta a
valutare l'orientamento spazio-temporale, la memoria verbale,
il calcolo, il disegno, la scrittura.
Span
di cifre:
l'esaminatore
presenta verbalmente delle sequenze di numeri di lunghezza crescente:
il paziente deve riprodurre correttamente almeno due sequenze
della stessa lunghezza (= span verbale).
Span
spaziale (Test di Corsi):
l'esaminatore
tocca sequenze di cubetti di lunghezza crescente: il paziente
impiegando le stesse modalità deve ripetere correttamente
la sequenza mostrata dallo sperimentatore.
Breve
racconto (Novelli et al., 1986):
viene
letto un breve testo di prosa con l'istruzione al paziente di
ripetere subito tutto ciò che ricorda; l'esaminatore
legge di nuovo il testo e dopo 10' (in cui il paziente viene
occupato con un'attività non verbale) si fa ripetere
al paziente ciò che si ricorda.
Test
delle matrici attentive (Spinnler e Tognoni, 1987):
vengono
presentate al paziente delle "matrici" pagine di numeri
; in cima alla pagina è evidenziato il/i numero/i da
sbarrare.
Matrici
progressive di Raven (1947):
è
costituito da tre serie di 12 items ciascuna; il compito del
paziente consiste nel trovare tra i disegni a piè di
pagina quello mancante.
Test
dei Gettoni (De Renzi e Vignolo, 1962):
vengono
presentati, in una posizione standard, 20 gettoni (cerchi e
quadrati di 5 colori diversi) e impartiti 36 ordini riferiti
agli stessi.
Test
di fluenza verbale:
l'esaminatore
chiede al paziente di dire il maggior numero di parole che conosce
che iniziano con una determinata lettera o per una determinata
categoria (es.: animali).
Orientamento
di linee (Benton, 1978):
vengono
presentati 30 items, ciascuno dei quali consiste in un ventaglio
di linee (disposte a semicerchio, numerate da 1 a 11). Il paziente
deve indicare la posizione, rispetto al ventaglio, di due linee
riprodotte tra le altre.
Wisconsin
Card Sorting Test (modificato Nelson, 1976):
vengono
presentate 4 carte diverse (per seme, colore, numero) che il
paziente deve associare ad altre dopo aver individuato i tre
suddetti criteri di diversità.
Tabella
1a
Batteria
di test
Test
Ideatore,
anno
Funzione
cognitiva valutata
Mini
Mental State
Orientamento
spazio-temporale
Funzioni cognitive
Span
verbale
Memoria
Span
spaziale
Corsi
Breve
racconto
Novelli
et al., 1986
Matrici
progressive
Raven
P.M., 1947
Intelligenza
non verbale
Wisconsin
Card Sorting Test
Nelson,
1976
Astrazione
Test
dei Gettoni
De
Renzi e Vignolo, 1962
Linguaggio
Fluenza
verbale
(Fonemica semantica)
Test
di orientamento di linee
Benton,
1978
Visuo-percezione
Matrici
attentive
Spinnler
e Tognoni, 1987
Attenzione
Tabella
1b
RISULTATI
Come
si può osservare dalla tabella 2, 11 pazienti non
hanno segni di atrofia cortico-sottocorticale (RMN-; età
media: 37,9 anni). Dei 19 pazienti con atrofia (RMN+; età
media: 43,0 anni), 11 presentano un ampliamento degli spazi subaracnoidei
in sede bifrontale di grado medio-elevato (quindi prevalentemente
corticale); in 3 pazienti, oltre ad un ampliamento degli spazi subaracnoidei
in sede bifrontale-temporale, si è registrato anche un discreto
ampliamento degli spazi subaracnoidei parietali; 4 pazienti presentano
un'atrofia frontale associata ad una dilatazione dei ventricoli
laterali e del III ventricolo, pertanto con un'atrofia cortico-sottocorticale;
in 1 solo paziente si è riscontrato un quadro di atrofia
cerebellare.
Gruppi
Pazienti°
Età
media
QAM¹
(gr/die)
Durata
abuso² (anni)
Sesso³
1
RMN-
NPS-
8/11
39,2
185,5
6>10
2<10
M5
F1
M1 F1
2
RMN-
NPS+
3/11
34,6
282,6
3>10
M2
F1
3
RMN+
NPS+
9/19
49,1
203,4
9>10
M6
F3
4
RMN+
NPS-
10/19
37,3
181,5
9>10
1<10
M6
F3
F1
°
Pazienti
indagati =30 // Pazienti con RMN- =11 ; Età media =37,9
// Pazienti con RMN+ =19 ; Età media =43,0 anni
¹
Quantità
alcol media gr/die: media della quantità di alcol assunta
nell'ultimo anno
²
Durata
dell'abuso: >10 anni in 27 pazienti; <10 anni in 3 pazienti
³
Pazienti
indagati = 30; pazienti M = 20; pazienti F = 10
Tabella
2
Dall'indagine
neuroradiologica emergono due lati interessanti: in un numero
di pazienti significativo il quadro atrofico frontale interessa
la circonvoluzione frontale superiore e il quadro di atrofia cerebrale
soprattutto frontale sembra essere più evidente nei pazienti
sotto i 45 anni (media: 41,2). Per quanto riguarda il lato neuropsicologico,
3 pazienti con un quadro RMN normale presentano già un
deficit a livello cognitivo (di cui 2 a carico della memoria a
breve termine visuo-spaziale e 1 della memoria a lungo termine
verbale) e sono anche i pazienti relativamente più giovani.
Nel gruppo dei pazienti con quadro di atrofia, circa il 50% presenta
un deficit cognitivo che interessa, in modo prevalente (e selettivamente),
le capacità visuo-spaziali e solo in 3 pazienti, invece,
è diffuso ad altre funzioni (linguaggio, intelligenza,
attenzione). Come si può osservare l'età media è
la più elevata e, in particolare, i pazienti con deficit
neuropsicologico diffuso hanno un'età variabile tra 46
e 59 anni (demenza alcolica?).
Volendo confrontare i due gruppi con atrofia nell'ipotesi di una
correlazione tra sede del danno anatomopatologico (atrofia) e
deficit funzionale (cognitivo) si osserva che, indipendentemente
dal deficit neuropsicologico, il danno anatomopatologico interessa
sempre la sede bifrontale che, peraltro, si osserva anche nei
pazienti senza deficit cognitivi.
Un dato interessante che sembra confermare la letteratura è
la netta prevalenza di un interessamento delle funzioni non verbali,
sia nei pazienti con quadro di atrofia che in quelli con RMN normale.
CONCLUSIONI
L'indagine
ha confermato i dati della letteratura riguardo al danno cerebrale
e cerebellare provocato dall'etanolo sotto forma di depauperamento
neuronale con ipertrofia compensatoria della glia fibrillare responsabile
del dato macroscopico dell'assottigliamento delle circonvoluzioni
e quindi dell'allargamento degli spazi liquorali. Tale dato peraltro
è già stato confermato da altri studi, associando
alle indagini tomodensitometriche e di risonanza, le indagini
SPECT e PET che hanno dimostrato un deficit di perfusione soprattutto
a livello dei lobi frontali.
Non si è dimostrato in maniera significativa un evidente
danno sottotentoriale e non si sono dimostrate lesioni demielinizzanti.
Per quanto riguarda l'indagine neuropsicologica, si evidenzia
che:
Un deficit attenzionale, pur essendo presente in 4 pazienti, è
stato osservato più in termini di lieve rallentamento nell'esecuzione
di tutte le prove che in termini quantitativi (vale a dire nel corso
del test specifico: "matrici attive").
Indipendentemente
dalla presenza o meno di un quadro atrofico e dalla sede dell'atrofia,
il deficit cognitivo è prevalentemente selettivo (solo in 3
casi diffuso) e interessa le funzioni non verbali.
Non
si può fare una correlazione fra deficit NPS selettivo o non,
e storia di assunzione di alcol (intesa sia come durata che come quantità),
in quanto tutti i pazienti con deficit NPS (12) hanno una durata di
assunzione >10 anni, e comunque non siamo in grado di stabilire
la quantità esatta di alcol assunto nella vita, perchè
l'informazione (quantità alcol media gr/die per ogni paziente,
prima del ricovero) riguarda solo l'ultimo anno.
I
3 pazienti con deficit cognitivo senza atrofia sono interessanti perchè
sono i più giovani, avrebbero perciò un danno funzionale
(NPS seppur selettivo) più precoce di quello anatomopatologico.
Sarebbe
interessante rivedere questi ultimi, dopo prolungata astinenza, per
ricercare un'eventuale regressione del dato NPS, oppure per osservare
se, col tempo e con una assunzione continua di alcol, si verifica
la comparsa di atrofia rilevabile alla RMN.
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n.6.
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