5.1.
La dipendenza: un problema umano
A volte la parola dipendenza viene usata per indicare
una condizione psicologica, come il bisogno di appoggiarsi sempre ad
altre persone: il contrario dell’indipendenza. Altre volte sembra
indicare un legame costrittivo, obbligatorio con qualcosa da cui non
ci si può liberare: per cui non è più questione
di consapevolezza o scelta.
Nel linguaggio comune la parola “dipendenza”
viene definita come quella condizione per cui una persona si trova nell’”impossibilità
o incapacità di determinare da sola le condizioni della sua vita”.
Deve pertanto appoggiarsi a qualcosa o a qualcuno per poter fare tutto
ciò che da sola non è in grado di svolgere. Quindi il
significato del termine dipendenza è sostanzialmente quello di
non poter fare a meno di qualcosa o di qualcuno.
Sono tante le cose di cui non possiamo fare a meno.
Allora siamo tutti malati di dipendenza?
Certo penserei ad una definizione più ampia di
dipendenza. Per l’essere umano dipendere da qualcosa o da qualcuno
è una condizione “normale”, determinata dalla natura
stessa dell’uomo, essere imperfetto, esposto alla necessità,
al bisogno. Sono tante le cose da cui dipendiamo e di alcune non possiamo
fare a meno per la stessa sopravvivenza fisica: ad esempio ci sono indispensabili
l’ossigeno, il cibo, l’acqua e molti altri elementi.
Ma ci sono anche altre cose da cui dipendiamo non tanto per la nostra
sopravvivenza fisica quanto per la qualità della nostra vita.
Pensiamo, ad esempio, al valore irrinunciabile
che per noi hanno i legami con le persone care. Potremmo sopravvivere
senza, ma che vita sarebbe? Le mancanze infatti sono sempre molto penose.
Ma anche le nostre abitudini piacevoli e perché no le nostre
comodità sono importantissime, e rinunciarvi è sempre
molto difficile.
Quindi dipendenza non è necessariamente sinonimo di malattia.
Anche l'alcol, pur non essendo una sostanza indispensabile per la vita,
è fonte di soddisfazione per molti. Tante persone non se ne priverebbero
facilmente. Come possiamo considerarlo dal punto di vista della dipendenza?
L’alcol, in effetti, non è
una sostanza indispensabile per la sopravvivenza fisica, ma, in virtù
delle sue proprietà “inebrianti”, può, sotto
alcuni aspetti, rendere più gradevole la vita.
Per molte persone la gratificazione che ricevono dal consumo di bevande
alcoliche è tale che l’alcol diventa insostituibile.
Non dobbiamo sottovalutare infatti l’importanza di tanti fattori
che punteggiano la nostra vita come, ad esempio, i momenti della convivialità,
dell’alimentazione, dei rituali religiosi o laici e di tante altre
situazioni nelle quali l’alcol ha un ruolo di primo piano.
Dalla maggior parte di coloro che bevono alcolici. senza danni, in modo
regolato, sentiamo dire “al mio bicchiere di vino ai pasti o al
mio drink della sera non saprei proprio rinunciare”. Considerando
che, se fossero private degli alcolici, queste persone ne soffrirebbero
un po’, non possiamo non pensare che anche questa è una
forma di dipendenza. Ma se questo uso non comporta danni di nessun genere,
non ci troviamo niente di patologico.
Con questo dici che a proposito di alcol ci sono tipi diversi di
dipendenza?
In inglese si usano due parole diverse per indicare
due forme della dipendenza: dependence, e addiction.
5.1.1. La dipendenza “normale”
(dependence) e la dipendenza patologica (addiction)
Addiction: c’entra con l'addictus latino che
era uno schiavo? Addictus era il debitore che diventava schiavo del
creditore finché non aveva ripagato il debito...
.Sì. deriva
proprio da quel termine latino. Mentre con la parola dependence
indichiamo le forme di dipendenza totalmente “benigne”
e quindi non patologiche, con la parola addiction indichiamo
le forme di dipendenza chiaramente “malate”, cioè
una dipendenza che è una vera e propria schiavitù.
Infatti dopo aver visto le caratteristiche dell’ uso normale di
una sostanza, possiamo capire facilmente come sia ben diversa la situazione
quando una persona è costretta ad assumerne delle quantità
sempre maggiori per avere lo stesso effetto gratificante o si trova
a stare male se resta senza. Oppure quando l’assume senza averne
alcun controllo, senza poterne ridurre le quantità e senza potersi
fermare anche quando si rende conto che questa sostanza comincia a creare
danni.
Negli ultimi decenni l’esperienza clinica sull’azione
degli stupefacenti (es. eroina, morfina), e delle sostanze
psicoattive come l’alcol e la ricerca sui comportamenti
gratificanti (es. gioco d’azzardo) hanno permesso di capire più
chiaramente il meccanismo della dipendenza e di mettere a punto
tecniche di cura efficaci.
E più recentemente ci siamo resi conto che la dipendenza
(patologica) può nascere, oltre che dall’uso di sostanze,
anche da comportamenti gratificanti.
Pensiamo ad esempio a quelle persone che non si limitano più
a giocare la schedina al sabato o a fare il pokerino con gli amici,
ma che vivono col pensiero continuamente ed ossessivamente rivolto al
gioco. Persone che arrivano a rovinarsi finanziariamente, distruggendo
le loro vite e le loro famiglie e giungendo perfino al suicidio.
Anche nelle relazioni con le persone, forse certi attaccamenti “ossessionanti”
sono delle vere e proprie addictions...
Certo, le compulsioni si assomigliano tutte: hanno dei
punti di contatto sia per come vengono vissute dalle persone, sia per
i comportamenti che innescano, sia dal punto di vista neurobiologico.
Queste modalità patologiche, che possono riguardare anche altri
comportamenti come il cibo, lo shopping, il sesso, la navigazione
in Internet, il lavoro ecc., ci mostrano come alcune persone
vengono totalmente catturate e ossessionate da queste attività,
al punto che tutta la loro vita ruota esclusivamente intorno a queste
cose, fino a trascurare ogni altro interesse e addirittura a rovinarsi.
Oggi sappiamo che questi comportamenti compulsivi sono forme
di dipendenza patologica come quelle
verso le droghe e le consideriamo delle vere e proprie malattie.
Si parla infatti di “gioco d’azzardo patologico”,
sexual addiction (compulsione sessuale), shopping compulsivo.
internet addiction sindrome, workaholism (dipendenza da lavoro) e così
via.
Nota: tutto
il materiale contenuto nelle pagine del sito www.cestep.it,
riferentesi al volume "Su di spirito. Cosa fare quando l'alcol
diventa un problema", compreso il documento "Pagine da Su
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