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Scrivono
sei ragazze affette da disturbi del comportamento alimentare: Marcella

Come
mi sento: lettera a Guido
Ciao
caro Guido, sono riuscita ad affrontare l'argomento anoressia anche in
analisi. E non è stato facile dovere allontanare inutili sensi
di colpa.
Purtroppo non mi sento ancora di raccontare la mia storia, di frugare
nel mio passato. Ci sono porte che ancora preferisco non aprire e se lo
facessi sarebbe con molta freddezza. E non credo serva un'esperienza narrata
con distacco e troppa razionalità. All'inizio pensavo che fossero
tutte difficoltà facilmente superabili ma mi sono resa conto che
non è così. Spero di non essere fraintesa o vissuta come
superficiale, perché è una scelta sofferta, fatta sulla
base di sentimenti profondi. Il solo fatto di capire che la cosa dovrebbe
servire prima di tutto a me e invece è fonte d'angoscia mi fa comprendere
che non sono effettivamente pronta. Durante il mio ricovero abbiamo fatto
un gruppo insieme e hai portato la tua esperienza per farmi comprendere
che dopo aver iniziato la terapia di gruppo anche la tua analisi individuale
era molto migliorata. Io avevo ancora molte resistenze e uno degli alibi
era che io facevo già la mia analisi e che il lavoro psicanalitico
non andava d'accordo con quello della terapia di gruppo. Tu mi hai dimostrato
che non è affatto così. E ora, grazie al cielo, posso confermarlo
per mia esperienza. Ti saluto con affetto, un bacio a tua moglie.
Marcella

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