22 febbraio 2014

Sono passati quasi sei anni e manca poco più di un mese per completare questo sensazionale percorso che mi ha portato alla sobrietà e a un controllo del mio impulso che non riguarda solo il bere, ma tutte le sfaccettature della mia vita in cui, essendo una persona impulsiva, spesso agivo senza riflettere, alcune volte raggiungendo l’obiettivo, ma il più delle volte pagando le conseguenze della mia impulsività.

Mi ricordo molto bene quando presi la decisione di curarmi e farmi aiutare. Avevo toccato il fondo, non ce la facevo più a vivere in una simile condizione e, anche se intorno a me avevo persone che mi volevano bene, da solo non riuscivo proprio a venirne fuori e questo non faceva che aumentare la mia depressione e la consapevolezza di creare continuamente problemi agli altri.

Curarmi è stato senz’altro il miglior investimento della mia vita. I quasi sei anni di sobrietà e la frequenza ai gruppi mi hanno riportato ad una nuova vita, più bella, più serena ma, soprattutto, sobria. I problemi non mi sono certo mancati e so che ne avrò ancora tanti, ma ho ritrovato la serenità e la capacità di riflettere, che per me significa avere due punti di riferimento solidi a cui aggrapparmi nei periodi bui che la vita a volte ci presenta.

A tutto questo si arriva giorno per giorno, mettendo quell’importante crocetta alla fine di ogni giornata e pensando con orgoglio che “anche oggi non ho bevuto”. Non è affatto una banalità, è invece l’inizio di un lungo cammino per conquistarsi la sobrietà.

E’ vero, per controllare questa malattia bisogna adottare un po’ di “sano egoismo” ed io l’ho fatto, ma ci sono riuscito grazie all’insegnamento dei terapeuti e di tutte le persone che ho incontrato nei gruppi. Loro sono stati e saranno sempre le mie energie, le mie forze per affrontare definitivamente il mio problema.

A voi compagni del gruppo voglio dire una cosa: io fra poco finirò la terapia, ma vi chiedo una cortesia: siate compatti e confrontatevi quando avrete l’impressione che qualcosa non va. Quando si fa una buona terapia si riesce a capire anche solo con uno sguardo se qualcuno ha un problema. Ricordatevi che solo parlando e confrontandolo lo si può aiutare.

Mi sento in obbligo di ringraziare tutti voi, anziani e nuovi arrivati, perché è solo così che si può portare a termine una buona terapia: parlando, ascoltando e riflettendo sul male che ci ha colpito.

Maurizio