Le 10 Dipendenze più frequenti e problematiche

  1. Nicotina 
  2. Alcol 
  3. Cannabis 
  4. Antidolorifici 
  5. Cocaina 
  6. Eroina 
  7. Benzodiazepina 
  8. Stimolanti 
  9. Inalanti 
  10. Sedativi 
  11. Antidolorifici 

1. Nicotina

  • 1,3 miliardi di consumatori l’anno
  • 8 milioni di morti l’anno (14,1% dele totale delle morti)
  • 80.000 morti in Italia (Fonte Istituto Superiore di Sanità-ISS)

Dati OMS: www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/tobacco

In Italia il fumo attivo rappresenta la prima causa di morbosità e mortalità prevenibile, essendo stimato che siano attribuibili al fumo di tabacco da 70.000 a 83.000 morti l’anno, con oltre il 25% dei decessi compresi fra i 35 e i 65 anni di età. Attualmente la mortalità per carcinoma polmonare è in diminuzione per gli uomini, ma in aumento per le donne. 

Un significativo miglioramento si è ottenuto nel 2003 con l’introduzione della legge Sirchia per la “tutela della salute dei non fumatori”, con una riduzione del 1,3% annuo dei fumatori dal 2003 ad oggi.

Oggi la fascia di età che conta maggior quantità di fumatori si è abbassata a 20-24 anni, mentre prima del 2003 era fra 35 e 44. In generale se la maggior parte degli italiani non fumano (57%) o ha smesso di fumare (17%), un italiano su quattro (25%) è un fumatore attivo.

In ogni caso, nonostante la presenza di alcuni dati che fotografano un miglioramento rispetto agli ultimi decenni, il fumo di nicotina rappresenta ancora la principale causa di morte per uso di sostanze [Dati Ministero della Salute, 2018]

Nel Mondo è sicuramente uno dei più gravi problemi di salute pubblica, essendo secondo i dati O.M.S. responsabile del decesso di 8 milioni di persone ogni anno (1 decesso ogni 6 secondi!). In particolare oltre 7 milioni morirebbero per l’esposizione diretta, mentre circa 1,2 per il fumo passivo. www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/tobacco

2. Alcol

  • 283 milioni di abusatori (237 mil uomini e 46 mil donne)
  • 3 milioni di decessi l’anno (5,3% di tutti i decessi)
  • 24.000 decessi in Italia (fonte ISS)

Dati OMS: www.who.int

L’accettazione sociale del bere può rendere più difficile individuare coloro che hanno sviluppato una vera e propria dipendenza. Ciononostante i dati relativi all’abuso di alcol etilico nelle sue varie forme (vino, birra, superalcolici,ecc) sono decisamente allarmanti. In tutto il mondo più di un quarto (27%) di tutti i ragazzi fra i 15 e 19 anni consuma alcolici, soprattutto in Europa. L’uso dell’alcol inizia purtroppo già ben prima dei 15 anni, con differenze limitate fra maschi e femmine.

L’Europa e la regione nel mondo in cui il consumo medio è il doppio della media mondiale, è qui perciò che c’è il maggior consumo mondiale di alcol (seppur in diminuzione dal 2010 di circa il 10%). Globalmente il 45% dell’alcol etilico viene consumato sotto forma di superalcolici, per il 34% come birra e circa il 12% come vino (in Europa, invece il vino rappresenta il 30% del consumo..)

Si stima che l’abuso di alcool sia alla base dello sviluppo di più di 200 malattie (Fonte: Istituto Superiore di Sanità), tra le quali tumori, patologie cardiovascolari, patologie gastroenterologiche, neurologiche oltre alle conseguenze da incidenti traumatici alcolcorrelate 

https://www.epicentro.iss.it/alcol/GlobalStatusReportAlcol2018 

Infine secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità ogni anno in Italia vi sarebbero circa 24.000

3. Cannabis

  • 192 milioni di consumatori nel mondo

Gli effetti acuti dell’abuso di cannabinoidi sono rappresentati da:

  • Alterazioni dello sviluppo cognitivo (capacita di apprendimento), inclusi i processi associativi
  • Alterazioni delle prestazioni psicomotorie, come la coordinazione motoria, l’attenzione e la precisione nei movimenti
  • Aumento dei rischi di incidenti stradali

 Gli effetti cronici sono:

  • Deterioramento selettivo del funzionamento cognitivo (organizzazione e integrazione di informazioni complesse, che coinvolgono attenzione e memoria), con conseguenze anche gravi sulla vita quotidiana 
  • Lo sviluppo di una dipendenza da cannabis con perdita di controllo sul suo utilizzo è ritenuta probabile negli assuntori cronici
  • Danni al sistema respiratorio correlati al fumo 
  • Danni postnatali se utilizzata in gravidanza

Dati OMS: https://www.who.int/substance_abuse/facts/cannabis/en/

È di gran lunga la droga illecita più coltivata, trafficata e abusata. Rappresenta la metà di tutti i sequestri di droga nel mondo. Il principale costituente psicoattivo è il delta-9 tetraidrocannabinolo (THC) e cannabinoidi sono dette quelle sostanze che sono strutturalmente simili al THC. Il termine marijuana è spesso usato in riferimento alle foglie di cannabis sativa o altro materiale vegetale grezzo. Le piante femminili non impollinate sono chiamate hashish. L’olio di cannabis (o hashish) è un concentrato di cannabinoidi ottenuto per estrazione con solvente dal materiale vegetale grezzo o dalla resina.

È giusto ricordare che diversi studi hanno dimostrato altresì gli effetti terapeutici dei cannabinoidi per la nausea e il vomito negli stadi avanzati di alcune malattie, come cancro e AIDS e come antidolorifico e antispastico. Queste prescrizioni vanno ovviamente effettuate sotto controllo medico.

4. Antidolorifici

  • Si stima che circa 17,4 milioni di persone abbiano sviluppato un uso eccessivo di antidolorifici
  • Il 2,2% degli europei usa regolarmente oppiacei per trattare il dolore cronico

Circa il 3% degli utilizzatori a lungo termine di alcuni antidolorifici oppiacei (Ossicodone, idrocodone, meperedina, ecc) sviluppa una dipendenza patologica dagli stessi. Queste sostanze, interagendo con i recettori degli oppioidi, sono in grado nello stesso momento di ridurre la percezione del dolore, ma anche di dare una piacevole sensazione euforica e una sindrome astinenziale se vengono interrotti bruscamente. In America il 3,7% della popolazione tende ad abusare di antidolorifici. Su 46.800 morti calcolati negli USA come conseguenza dell’abuso di oppiacei, circa il 67% è stato correlato ad una overdose da Fentanyl

5. Cocaina

  • Si stimano circa 17 milioni di consumatori nel mondo nell’ultimo anno e circa 3,6 milioni in Europa (400.000 in Italia)

La cocaina è lo stimolante illecito più usato in Europa, sia da sola (46%), che in combinazione con cannabis (20%), alcol (23%) o altre sostanze (10%). In genere il gruppo degli utilizzatori  è formato da persone ben integrate socialmente, con condizioni di vita stabili e lavoro regolare, differentemente da chi abusa di oppiacei. Non è così, tuttavia, per chi fa uso primario di crack,  più frequente negli emarginati e più spesso utilizzato in associazione all’eroina.

La cocaina è un alcaloide derivato dalle foglie della Erythroxylum coca, pianta derivante dal  Sud America. Essa può essere assunta per masticazione delle foglie (tipica e tradizionale modalità di assunzione delle popolazioni andine), per inalazione della polvere di cocaina (la modalità più diffusa in tutto il resto del mondo), per inalazione dei vapori (Freebase o Crack) o per endovena, diluendola in soluzione acquosa o per via sottocutanea e intramuscolare.

L’utilizzo prolungato e frequente genera una marcata forma di Dipendenza Patologica, con crisi astinenziali e manifestazioni neuropsichiatriche (irritabilità, alterazioni dell’umore, insonnia e pensieri persecutori, fino a deliri e allucinazioni). 

Inoltre l’utilizzo cronico espone ad una serie di rischi cardiovascolari, tra i quali ipertensione arteriosa, trombosi, aterosclerosi, infarto miocardico e deficit del sistema immunitario; infine può determinare deficit erettile, con calo della libido e oligospermia.

Dati: European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction www.emcdda.europa.eu e Rapporto Mondiale sulla droga 2020 dell’ONU https://wdr.unodc.org/wdr2020/en/drug-use-health.html 

6. Eroina

  • Nel mondo si stimano circa 32 milioni di consumatori di eroina nell’ultimo anno e circa 1 milione in Europa

Generalmente l’eroina viene iniettata, inalata o fumata. Nel cervello l’eroina si trasforma in morfina e si lega ai recettori degli oppioidi, generando un senso di euforia e rilassatezza/sopore. Tutte le forme di assunzione determinano una marcata forma di Dipendenza Patologica, generando un continuo e incontrollato desiderio di averne ancora (craving). 

Le conseguenze mediche principali sono: alterazione dei vasi sanguigni, infezioni vascolari e delle valvole cardiache, ascessi, riduzione delle difese immunitarie, infezioni virali (epatiti virali, HIV), overdose.

7. Benzodiazepina

Le Benzodiazepine (Xanax, Minias, Tavor, Valium, Rivotril, ecc) sono da 50 anni tra i farmaci più venduti e consumati. La loro efficacia ansiolitica e la facile prescrivibilità e maneggevolezza, li hanno resi di utilizzo diffuso, spesso in maniera superiore rispetto alle reali necessità cliniche. 

In particolar modo ad essere criticabile è il loro utilizzo a lungo termine senza supervisione medica specialistica. L’utilizzo cronico può essere causa di effetti avversi rilevanti, tra i quali sviluppo di una dipendenza, deterioramento cognitivo, rischio di incidenti stradali, rischio di cadute.

Per gli utilizzatori di forti dosi di benzodiazepine è utile effettuare un ricovero per la disintossicazione e disassuefazione, soprattutto a causa dei rischi delle crisi epilettiche, che si possono verificare durante il periodo astinenziale.

8. Stimolanti

Gli stimolanti vanno da alcuni farmaci utizzati ad esempio in alcune forme di Deficit dell’Attenzione, come il Ritalin, a sostanze illecite come la metanfetamina.

Questi farmaci creano dipendenza, sindromi astinenziali e overdose.

9. Inalanti

Sono particolarmente pericolosi in quanto sono sostanze tossiche volatili (benzina, prodotti per la pulizia, colle, vernici). Gli effetti sono intensi e possono avere conseguenze immediate (necessità di pronto intervento, morte). 

Queste sostanze possono persistere a lungo nel cervello e nel corpo.

10. Sedativi

I principali sedativi fonte di frequenti abusi e overdose sono rappresentati dai barbiturici. Mentre un tempo erano estremamente diffusi anche in Italia, con finalità sedative e ipnoinducenti, ora, sostituiti in questo senso dalle più maneggevoli benzodiazepine, non sono più in commercio, eccetto il Fenobarbital, classificato come antiepilettico.

Essi agiscono come depressori del sistema nervoso centrale. Il primo barbiturico fu sintetizzato nel 1864 (acido barbiturico) e commercializzato nel 1881 (Barbital).

Tra le reazioni avverse si segnalano: lo stordimento, la sedazione, la mancanza di coordinazione, la confusione e la riduzione della memoria. Tra i sintomi di overdose: perdita della coordinazione e della concentrazione, coma, depressione respiratoria e cardiovascolare, shock, morte.

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