ANSIA E ATTACCHI DI PANICO2021-03-22T10:53:36+01:00

Disturbi d’Ansia e da Attacchi di Panico

L’ansia generalizzata è un segnale di allarme fisiologico utile per segnalare all’individuo la presenza di fattori rischiosi e stimolare l’attenzione e le azioni di prevenzione, protezione e difesa (ansia fisiologica).

Come tutte le funzioni del nostro organismo, tuttavia, anche questo sistema di avviso e regolazione, per motivi complessi, può attivarsi in maniera inadeguata, generando falsi allarmi, che possono divenire estremamente fastidiosi e invalidanti (ansia patologica).

L’ansia potrà manifestarsi in maniera acuta e parossistica, con angoscianti sensazioni di paura e varie manifestazioni fisiche correlate (sudorazione, tachicardia, palpitazioni, nausea, tremori, senso di svenimento, ecc) oppure con presenza di una costante e cronica preoccupazione, timori ingiustificati, allerta perenne, che mantiene l’individuo in una persistente condizione di stress.

L’Ansia Patologica è una problematica piuttosto frequente (3-8% della popolazione) ed esordisce generalmente in giovane età, con maggiore frequenza nel sesso femminile. Spesso può essere confusa con patologie di natura organica, in quanto frequentemente si associa a somatizzazioni (alterazioni del ritmo cardiaco, fatica respiratoria, cefalea, disturbi gastrointestinali, ecc.).

Al cronico stato di allarme nella maggior parte dei casi consegue una difficoltà nel riposo notturno (insonnia), una cronica tensione muscolare, con facile affaticabilità (astenia), difficoltà a concentrarsi e irrequietezza, con difficoltà a stare fermi.

L’Ipocondria è una forma di Ansia Patologica che genera una immotivata ed eccessiva preoccupazione di poter avere o di poter contrarre una qualsivoglia malattia.
Di conseguenza la persona sarà costantemente in stato di allerta e tenderà a sopravvalutare angosciosamente ogni minimo segnale proveniente dal proprio corpo e a rimuginare ossessivamente circa il proprio stato di salute.

Il termine ipo-condria deriva dal greco ùποχòνδριος, che in anatomia rappresenta la parte superiore e laterale dell’addome, dove la medicina ippocratica riteneva vi fosse la sede della melanconia (μελαγχολìα).
Questa ossessione angosciosa può seriamente impattare sulla qualità della vita individuale, fino a compromettere le relazioni sociali, il lavoro e molti altri aspetti importanti della vita.

Ipocondria: cause, diagnosi e terapia

I sintomi

L’ansia generalizzata si presenta come un senso di costante attivazione del sistema di allarme interno che genera una vaga, diffusa e spiacevole apprensione, frequentemente associata a sintomi fisici, quali sudorazione, tachicardia, palpitazione, respirazione accelerata, senso di peso toracico, di stretta alla gola o allo stomaco, diarrea e dolenzie addominali.

Spesso è presente insonnia, con difficoltà nel distogliere il pensiero da infinite e indefinite preoccupazioni.

Ancora possono essere presenti tremori, alterazione della pressione sanguigna, difficoltà nello stare fermi e impellenze urinarie.

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Quali sono le cause

Le cause di questa alterazione del funzionamento del fisiologico segnale di allarme risiedono, come nella maggior parte delle patologie che colpiscono le funzioni cerebrali, in complesse motivazioni multifattoriali, non sempre del tutto note.

Esistono predisposizioni genetiche e caratteriali, oppure fenomeni ansiosi patologici possono essere reattivi a svariati fattori traumatici e stressanti, che agiscono sull’individuo in maniera acuta o cronica, provenienti sia dall’interno (insicurezza, scarsa autostima, difficoltà nella gestione delle proprie emozioni,ecc), che dall’esterno (difficoltà relazionali, lavorative, economiche, ecc).

Spesso l’ansia si può manifestare nei periodi di cambiamento e di crisi (adolescenza, matrimonio, nascita dei figli, pensionamento), come segnale di una difficoltà nel creare un adattamento alle novità offerte dalla vita.

Come diagnosticarla

La diagnosi di Ansia Patologica si può effettuare grazie al colloquio clinico con il medico (psichiatra) esperto, il quale sarà in grado, grazie all’ascolto del racconto dei sintomi manifestati e ad alcuni approfondimenti relativi alla storia di vita della persona, di dedurne la presenza.
Talora alcuni esami clinici (esami ematochimici, visite specialistiche..) potranno essere utili per escludere e non sottovalutare la presenza di un disturbo organico, che motivi parzialmente o del tutto la sintomatologia lamentata.

È importante imparare a curare e talora a convivere con la propria ansia, onde ridurre il più possibile l’impatto della stessa sulla propria qualità della vita.

Inoltre curare l’ansia patologica significa eliminare un fattore stressante che può essere fattore di rischio per molte altre patologie gravi.

L’ansia può infatti, ad esempio, peggiorare una ipertensione arteriosa, un diabete, una sintomatologia dolorosa, una sindrome depressiva.

Farmaci, ascolto e supporto
nella comprensione e gestione dei sintomi
sono generalmente la combinazione
più efficace e valida.

La terapia

Per poter curare efficacemente l’ansia bisogna aver prima efficacemente compreso i motivi che l’hanno indotta, il suo significato. Aiutare la persona a coglierne il senso significa già aiutare a circoscriverne gli effetti angosciosi e lo spavento connesso (paura di morire, delle malattie, di non farcela, di perdere il controllo).

Il colloquio clinico, anche se volto alla definizione di una adeguata terapia farmacologica, deve garantire sempre alla persona un buon supporto, confronto e ascolto.

Talora sarà utile impostare o consigliare un percorso di psicoterapia, quando le caratteristiche dei sintomi, della personalità e della storia di vita la rendono utile e necessaria.

In altri casi potrà essere consigliata una terapia farmacologica che aiuti a diminuire o anche a eliminare il sintomo ansioso. I farmaci più utilizzati sono le Benzodiazepine (Diazepam, Delorazepam, Bromazepam, Alprazolam, Lorazepam, ecc.) oppure farmaci che aumentano la disponibilità di serotonina, i cosiddetti SSRI (Paroxetina, Escitalopram, Citalopram, Fluvoxamina, Fluoxetina, Sertralina).

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L’ipocondria

CAUSE

L’Ipocondria è correlata ad una errata interpretazione di segnali provenienti dal proprio corpo, come se fossero motivati dall’esistenza di una qualche grave ed inevitabile disfunzione.
Molti fattori emotivamente traumatici possono facilitare la comparsa di insicurezze gravi, tra cui l’idea ossessivo-fobica di poter avere una qualche seria patologia.

SINTOMI

I sintomi dell’Ipocondria possono essere:

  • Frequenti rimuginazioni angosciose circa la natura di alcuni sintomi o presunte disfunzioni corporee.
  • Ideazione ossessiva circa la possibilità di contrarre una malattia.
  • Temere costantemente di poter avere attacchi cardiaci, di aver contratto malattie veneree (es. HIV), di avere un cancro.
  • Sottoporsi pertanto a frequentissime indagini mediche, mai capaci di rassicurare.
  • Cercare ossessivamente su Internet informazioni circa i propri sintomi.
  • Evitare contatti relazionali o altre esperienze per il timore di potersi ammalare.

DIAGNOSI

La diagnosi dell’Ipocondria può essere effettuata dal clinico specializzato attraverso il colloquio clinico e l’ascolto delle preoccupazioni e delle lamentazioni del paziente.

TERAPIE

L’ipocondria può determinare una grave limitazione nella qualità della vita e rappresentare un grave fattore stressante e predisponente per altre problematiche psichiatriche (es. Depressione).

L’Ipocondria può essere efficacemente trattata attraverso un percorso di Psicoterapia (psicodinamica, cognitivo-comportamentale), al fine di meglio comprendere la natura delle proprie angosce e imparare a contenere e governare i pensieri angosciosi correlati.

Talora può essere utile un supporto psicofarmacologico per ridurre il pensiero ossessivo, l’ansia o la correlata depressione.

APPROFONDIMENTI

Dipendenza: Vizio o Malattia?

Spesso capita di sentirsi dire: "Ho il vizio del bere; del gioco, di fumare... "; più raramente invece le persone affermano: "Sono un alcolista; un fumatore dipendente (tabagista); un giocatore patologico".

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