14 consigli per aiutare un giocatore compulsivo

Si propone di seguito un breve elenco di consigli, che potranno aiutare ad approcciarsi con la maggiore efficacia possibile al gravoso compito di aiutare il giocatore a trovare la sua strada verso il cambiamento e la richiesta di supporto terapeutico:

  1. Ricordarsi che se il tuo caro soffre di gioco compulsivo NON È COLPA TUA!

    ( Questo vale anche nei casi di genitori e compagni/e ! )

    • Non c’è nulla di cui vergognarsi!   
    • Abbi fiducia sulla possibilità di trovare una soluzione, ma non farti facili illusioni sul fatto che sarà tutto molto semplice!
  2. NON PUOI OBBLIGARE NESSUNO AD OCCUPARSI DEL PROBLEMA!

    (è un dato di fatto ed è meglio stare con i piedi per terra..), ma anche tu non sei obbligato/a a fare ciò che il giocatore ti chiede o impone (prestare soldi, non affrontare il problema, non parlarne in famiglia...). VALUTA COSA TU INTENDI FARE, PIÙ CHE CHIEDERE SOLAMENTE AL GIOCATORE DI FARE QUALCOSA.

    Se questo compito ti risulta molto difficile, non ti spaventare, è così per chiunque e..potrebbe essere il momento di farti dare una mano dall’esterno (famigliari, amici e soprattutto da un professionista psicologo o psichiatra esperto nella cura del gioco patologico)

  3. SOLO IL GIOCATORE PUÒ DECIDERE QUANDO SMETTERE…tu al limite puoi provare a facilitargli la scelta, niente di più, ma niente di meno di ciò!
  4. INFORMA IL GIOCATORE DELL’IMPATTO NEGATIVO CHE IL SUO COMPORTAMENTO DI GIOCO HA SU DI TE in maniera sincera e aperta, ma evitando colpevolizzazioni
  5. CHIEDI AL GIOCATORE DI CONFRONTARSI INSIEME CON UNO SPECIALISTA, lasciando a questi il compito di valutare tecnicamente la situazione (e dichiarandosi disponibili anche solo ad accompagnare e attendere in sala d’aspetto se preferisse così..)
  6. NON PROVARE A PRENDERE IL CONTROLLO DELLA. ITA DEL GIOCATORE (sarebbe frustrante per entrambi e nella maggior parte dei casi non efficace se non controproducente)
  7. CHIEDI AIUTO AD ALTRI FAMIGLIARI O AMICI DI CUI TI FIDI. Non gestire tutto da solo/a e non colludere con la minimizzazione proposta dal giocatore. Esistono gruppi di self-help per famigliari o specialisti che possono supportare e consigliare
  8. CHIARIRE AL GIOCATORE CHE GLI SI SARÀ VICINI NEL RAGGIUNGIMENTO DELL’OBIETTIVO, ma che non si potrà fare tutto al posto suo..
  9. PROPONITI COME AIUTO NELLA GESTIONE DEL DENARO, ma renditi disponibile solo per il tempo emergenziale che passerà fra ora e il momento in cui verrà effettuata una prima visita con uno specialista, al quale poi verrà demandata la strategia terapeutica
  10. NON DARE SOLDI O PAGARE DEBITI AL GIOCATORE, se non al’interno di un programma strategico gestito insieme allo specialista
  11. METTI SOTTO PROTEZIONE TE STESSO E LE TUE FINANZE. Solo in questo modo potrai davvero aiutare il giocatore e non essere o sentirti ricattato o troppo in pericolo
  12. NON ABBASSARE LA GUARDIA dopo poco tempo che il giocatore non gioca. La Dipendenza è una malattia subdola e necessita di un monitoraggio e di una attenzione prolungata
  13. POTREBBE ESSERE NECESSARIO PRENDERE DELLE DECISIONI CIRCA LA TUA RELAZIONE CON IL GIOCATORE e devi prepararti in tal senso, tenendo conto che non sarà possibile continuare a stare bene insieme se questi non deciderà di intervenire seriamente sulla sua Dipendenza
  14. UNA VOLTA ANCORA: FATTI AIUTARE! Da famigliari, amici, terapeuti, gruppi di self-help, numeri verdi di ascolto e in generale chiunque possa darti supporto in questa complicata prova della vita. Trovando l’accordo con il giocatore e gestendo con l’aiuto di un professionista la problematica È POSSIBILE AVERE SUCCESSO e ciò potrà tralaltro contribuire a rinforzare la vostra stessa relazione!

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