Gioco sociale e gioco patologico

Il gioco d’azzardo è un’attività ludica che prevede:

  1. La possibilità di ottenere un premio in funzione dell’esito di una giocata
  2. L’esito della giocata sia in larga parte casuale
  3. La partecipazione al gioco con l’impiego di denaro o altri valori.

Sono numerosi i fattori che rendono l’azzardo così ricercato e popolare: la speranza di un guadagno facile, di cambiare la propria vita, di riscatto sociale, ma soprattutto le forti emozioni (connesse al rischio), che da molte persone sono percepite come particolarmente piacevoli e stimolanti e che possono indurre la sensazione (inebriante) di distaccarsi dalle proprie problematiche esterne e interne.

Se per la maggior parte degli individui il gioco d’azzardo rimane un’attività ludica priva di importanti conseguenze negative, per una certa percentuale di persone (circa il 5 – 15%), l’azzardo può diventare un grave problema, sopratutto quando il suo utilizzo si trasforma in un fenomeno compulsivo.

In circa il 2-3 % della popolazione, infine, il gioco diviene una vera e propria malattia, la cosiddetta Dipendenza da Gioco d’Azzardo o Gioco d’Azzardo Patologico (o Ludopatia).

Quando ciò si verifica l’individuo prova:

  1. Un impulso irrefrenabile a continuare a ripetere il comportamento di gioco (non necessariamente tutti i giorni e a tutte le ore, ma giocando comunque spesso e non riuscendo mai a smettere al momento giusto…)
  1. La necessità di giocare sempre di più (più volte di prima, più a lungo di prima, con puntate sempre più rischiose e onerose su un piano economico)
  1. La difficoltà nel riuscire ad astenersi dal giocare quando vorrebbe (per un po’ ci può riuscire, ma successivamente, dopo qualche giorno o settimana tende a ricadere nella spirale compulsiva)
  1. Il continuare a giocare nonostante l’accumulo di conseguenze negative (economiche, famigliari, lavorative, ecc)

Il Gioco d’Azzardo Patologico (o Disturbo da Gioco d’Azzardo, secondo il DSM 5) è pertanto una vera e propria Dipendenza Comportamentale del tutto e in tutto simile alle altre forme di Dipendenza Patologica, comprese quelle da alcol e da sostanze stupefacenti, al di là delle differenti conseguenze sintomatiche.

Gli studi e le ricerche neuroscientifiche hanno dimostrato infatti che esiste una radice comune a tutte le forme di Dipendenza Patologica, la quale è correlata ad una cattiva autoregolazione del cosiddetto centro del piacere. Per complessi motivi neurobiochimici gli individui predisposti alle Dipendenze subiscono troppo frequentemente e troppo intensamente, l’accensione del circuito di richiesta dello stimolo eccitante (circuito dell’appetenza), mentre quello della sazietà/soddisfazione tende ad attivarsi con difficoltà e in ritardo.

È come se una persona, aldilà della volontà, avesse sempre un enorme appetito pur avendo mangiato da poco…e il senso di sazietà gli arrivasse solo dopo aver fatto indigestione… sarebbe facile immaginare che, pur conoscendo correttamente il numero di calorie da assumere, questa persona farebbe molta fatica a gestire il proprio peso (e ciò non è troppo distante da quello che accade a chi soffre di Dipendenza da Cibo o Binge Eating Disorder..)

Quando una persona sviluppa una Dipendenza (da sostanze o comportamentale che sia..) pertanto, perde la possibilità di controllare a piacimento il quando e il quanto utilizzare una sostanza o agire un comportamento (ad esempio giocare d’azzardo).

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